Marketing e cittadino cliente-WEB 2.0 per il governo di una smart city
Michele Vianello ha condiviso qui una corposa presentazione dal titolo “Marketing e cittadino cliente-WEB 2.0 per il governo di una smart city”:
Michele Vianello ha condiviso qui una corposa presentazione dal titolo “Marketing e cittadino cliente-WEB 2.0 per il governo di una smart city”:
Enrico Damiano segnala che si apre oggi, alla Fiera di Roma, la terza edizione di Ecopolis: l’expo&conference dedicata al tema della Città, dell’ambiente urbano e della sostenibilità; uno dei più importanti punti di riferimento nazionale ed internazionale per tutti coloro che si occupano della crescita sostenibile delle nostre città.
Organizzata da Asset Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma, e Fiera Roma, la manifestazione – in programma fino al 25 marzo – toccherà tematiche che sono in questi giorni di stretta attualità: in particolare il rapporto tra cibo, lavoro e immigrazione nell’area del Mediterraneo e i temi dell’energia sostenibile, analizzati nei focus “La città che mangia” e “La città che vive”, con il supporto scientifico di numerose indagini, condotte da prestigiosi enti di ricerca.
[Leggi l'articolo con le informazioni sul programma, su LSWN]
Gigi Cogo ci offre un esempio significativo del divario tra le aspettative dei cittadini sui servizi urbani a loro offerti, e le teorie sulle Smart Cities che vengono discusse nei piu’ alti strati della fuffosfera.
Venerdì pomeriggio arrivo a casa verso le 16.00 e appena disinnesto l’allarme dell’antifurto mi viene segnalata un anomalia al combinatore telefonico.
Non ci faccio caso e dopo un po’ decido di sfogliare i messaggi di posta elettronica ma, ahimè, la connessione ADSL non da segni di vita.
Chiamo il 187 dal cellulare (ho un abbonamento ADSL del tipo Alice) e chiedo lumi. Risposta: “Ha staccato il router?, ha staccato il filtro ADS?, ha staccato i cordless? ha staccato il combinatore telefonico?, altrimenti non possiamo fare la prova da remoto“.
Ok, eseguo tutte le istruzioni e li richiamo: “Beh da qui si vede che c’è un problema ma, forse, sa non saprei, ecco, che ne dice di sentire la ditta del combinatore telefonico?“
Faccio anche questo e, ovviamente, essendo ormai le 17.00 del venerdì, mi danno un appuntamento per lunedì mattina, anche perché un po’ scettici, non credono sia colpa loro, il combinatore, dicono, è a prova di bomba e temporali, recentemente, non ce ne sono stati.
Passa il venerdì e il sabato mattina richiamo Telecom che, finalmente, ammette un guasto “a livello di centrale”. Che vuol dire? Cosa farete? Cosa succede ora? Quando lo aggiusterete? Son tutte le mie lecite domande, credo. Bene, morale della favola, mi dicono che, secondo contratto (che dovrò rileggere) il tutto dovrebbe essere risolto per mercoledì, visto che in mezzo ci sono anche il sabato e la domenica.
Ovviamente mi incazzo come una iena e impreco un po’ tutti i santi del paradiso.
Ma veniamo a oggi, che è domenica. Vedi un po’ che proprio a 100 metri dalla mia abitazione c’è un mini cantiere di Vesta ora Veritas (società pubblica del Comune di Venezia). Mi viene il sospetto, guardo meglio in mezzo ai cartelli e agli sbarramenti e vedo un pozzetto Telecom.
Nel contempo arriva un vicino al quale chiedo lumi……”E’ da venerdì che siamo tutti isolati, son stati quelli di Vesta che hanno tranciato il cavo Telecom , siamo tutti incazzati neri”.
Morale della favola, Vesta società del Comune di Venezia, crea un danno, non lo ripara, non c’è interoperabilità di sistema con Telecom (<a href=” />società che fornisce connettività al sistema municipale di Cittadinanza Digitale) e, soprattutto, non c’è sistema di alerting per i cittadini e non c’è ombra di un sistema smat per la soluzione dei problemi.
SMART CITIES?
Ok, riparliamone più avanti, quando avremo risolto problemi di back-office, di interoperabilità, di customer-care e, soprattutto, di buon senso.
Intanto faccio civic hacking e segnalo a Iris:
http://iris.comune.venezia.it/frmListaProblemiNew.aspx (segnalazione 7451) ……. che poi, sia chiaro, di tre segnalazioni che ho fatto, non mi hanno mai risposto e nemmeno risolto il problema.
[Leggi l'articolo intero sul blog di Gigi Cogo, Webeconoscenza]
CriticalCity (creato da Focus Innovazione Sociale) è un progetto innovativo che utilizza le tecnologie collaborative del web 2.0 e dei social network online per spingere i giovani ad utilizzare il mondo reale come campo d’azione e renderli protagonisti di un grande gioco di trasformazione civica, sociale e culturale.
Un gioco che stimola la creatività e la fantasia dei giocatori per portarli ad immaginare e sperimentare sul campo nuovi possibili utilizzi degli spazi pubblici delle nostre città. Ad esempio, quali sono le potenzialità inespresse di un luogo d’attesa collettiva come una fermata dei mezzi pubblici? Siamo convinti che nella fantasia dei giovani creativi esistano risposte che non riusciamo ancora ad immaginare.
Attraverso un piattaforma web (www.criticalcity.org) i giocatori sono chiamati ad uscire di casa, esplorare il territorio della propria città, realizzare micro-progetti creativi (“missioni”) incontrando altre persone nel mondo reale e migliorando il tessuto sociale ed urbano di riferimento.
A missione completata i giocatori pubblicano sulla piattaforma web, foto, video e racconto del micro-progetto realizzato e acquisiscono così un punteggio commisurato alla creatività dimostrata dando vita ad una vera e propria competizione virtuosa.
L’obiettivo di Critical City è quello di trasformare la città e non quello di trasformare i giocatori in registi, fotografi o esperti canta-storie. E’ comunque vero che una bellissima esecuzione male documentata è eseguita solo a metà, perchè gli altri giocatori non la potranno apprezzare del tutto.
CriticalCity nell’arco di un anno ha raccolto 7 premi internazionali e oltre 60 passaggi su media online e offline.
L’idea di citta’ e’ l’idea stessa del vivere insieme e meglio: vantaggioso in termini pratici, ma non per questo meno piacevole. Invece assistiamo da tempo ad un progressivo svuotamento del significato di citta’: vengono frequentate forzatamente, per vantaggi che non compensano sempre gli svantaggi, e dimostrano l’esaltazione del conflitto, e non della sinergia tra individualita’ e socialita’. Gaber invitava ironicamente a “venire in citta’”, in una canzone del 1969.
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