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Questa e' la casa principale del Progetto "Ecosistema 2.0", un think UN-tank (un think-tank non convenzionale) sui modelli a rete applicati in internet e nel territorio, intorno al quale ruota una community di professionisti e appassionati. Leggi anche:
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- Introduzione
- Istruzioni per l'uso.

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Filtro:   " edemocracy "

INTERNET, DIRITTO COSTITUZIONALE – Mestre, 7 Apr 

rodotaINTERNET, DIRITTO COSTITUZIONALE
tutti devono avere eguale diritto di accedere alla rete internet in condizioni di parità e con modalità tecnologicamente avanzate

incontro con
STEFANO RODOTA’
Giovedì 7 aprile, ore 17
Santa Maria delle Grazie, via Poerio, Mestre

Introducono: GIANFRANCO BETTIN, assessore alla Cittadinanza digitale e SANDRO CODATO, presidente di Venis.
Modera e presenta: MACRI PURICELLI, giornalista e presidente dell’associazione Ipazia contro il divario digitale.

Internet è un diritto fondamentale. Un diritto di cittadinanza. Almeno nel Comune di Venezia, dove il Consiglio comunale, su proposta dell’assessore alla cittadinanza digitale Gianfranco Bettin, inserirà questo diritto nello Statuto. Venezia sarà la prima città in Italia a riconoscerlo. Read the rest of this entry →

CIttadini VErso la Sostenibilità – Laboratori partecipativi nel territorio dei Navigli 

civesCIVES si propone di promuovere un ruolo attivo dei cittadini e degli operatori agricoli nella costruzione di un nuovo rapporto tra la città di Milano, con i suoi stili di vita e l’agricoltura di prossimità, affrontando, allo stesso tempo, il tema della funzione e della qualità urbana dell’area della Darsena di Porta Ticinese.

Il progetto, cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando 2010 “Educare alla sostenibilità”, è promosso da Fondazione Rete Civica  di Milano (capofila), Associazione Parco delle Risaie, ARCI Milano e DIAP (dipartimento Architettura e Pianficazione – Politecnico di Milano).

Il sito di CIVES è pensato per estendere le possibilità di partecipazione di tutti i cittadini interessati ai temi del progetto.

Le attività di partecipazione on-line

  • Condividi informazioni utili sui temi della sostenibilità inerenti l’area dei Navigli milanesi e del Parco delle Risaie: vai alla CIVESMap, qui trovi progetti, iniziative, associazioni attive sul territorio, GAS, … e tante altre risorse informative utili

Vuoi conoscere più da vicino il progetto? Vai alla sezione il progetto CIVES e alla sezione I Partner

PROGETTO CIVES: convegno di apertura
SeiCentro, Via Tolstoj 5 (angolo Via Savona), Milano
Sabato 2 Aprile, alle 9:30

Governo 2.0, di Gigi Cogo 

Riporto alcuni frammenti dell’articolo di Gigi Cogo sul documento: United Nations E-Government Survey 2010 e in particolare sul concetto di “Government 2.0

che ho trovato sintetico, essenziale, chiaro e che ho provato a tradurre:

…”The idea of ‘government 2.0’ is generally associated with the use of social media by the public sector. Recently, the notion has assumed greater definition through its association with government as a ‘plat- form’ or provider of data and services for others to exploit as they see fit. Advocates for the concept of government as a platform privilege the role that governments should play as providers of web services, allowing third parties to innovate by building upon government data and applications. They believe that if governments provide data in a non-proprietary and predictable format, third parties are more likely to maximize the value of this information, hence providing services that better respond to users’ expectations and needs…”

ovvero:

L’idea di ‘governo 2.0′ è generalmente associata all’uso dei social media da parte del settore pubblico. Recentemente, il concetto ha assunto una definizione più chiara attraverso l’associazione all’idea di ‘governo come piattaforma’ o governo provider di dati e servizi per altri soggetti che li possano poi sfruttare come meglio credono.

I sostenitori del concetto di “governo come piattaforma” tendono a preferire un ruolo della Pubblica Amministrazione quale fornitore di servizi web, in modo da consentire a soggetti terzi di innovare facendo leva sui dati e sulle applicazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione stessa.

Secondo gli assertori di questa teoria, se i governi si limitassero a fornire i dati in formato non proprietario, questi stessi set di dati favorirebbero consentirebbero agli attori terzi della PA (fornitori, outsourcer, consulenti, ecc.) la possibilità di massimizzare il valore di queste informazioni, per poter fornire servizi più rispondenti alle aspettative degli utenti finali.

Questo concetto risponde un po’ anche ai dubbi sollevati sull’art. 5 del Manifesto dell’Open Government.

[Leggi tutto l'articolo originale e le slide per la lezione che terra' a Palermo a marzo, nel blog Webeconoscenza di Gigi Cogo]

Civil Society 2.0, by Hillary Clinton 

Hillary ClintonDal discorso di Hillary Clinton, “Internet Rights and Wrongs: Choices & Challenges in a Networked World“:

So we are playing for the long game. Unlike much of what happens online, progress on this front will be measured in years, not seconds. The course we chart today will determine whether those who follow us will get the chance to experience the freedom, security, and prosperity of an open internet.

As we look ahead, let us remember that internet freedom isn’t about any one particular activity online. It’s about ensuring that the internet remains a space where activities of all kinds can take place, from grand, ground-breaking, historic campaigns to the small, ordinary acts that people engage in every day.
[...]
Internet freedom is about defending the space in which all these things occur so that it remains not just for the students here today, but your successors and all who come after you. This is one of the grand challenges of our time. We are engaged in a vigorous effort against those who we have always stood against, who wish to stifle and repress, to come forward with their version of reality and to accept none other. We enlist your help on behalf of this struggle. It’s a struggle for human rights, it’s a struggle for human freedom, and it’s a struggle for human dignity.

[Leggi tutto il discorso sul sito dell'Ambasciata USA in Italia]

Civic hacking 

In questo articolo Roberto Favini spiega in modo magistrale cos’e’ il civic hacking partendo dall’osservazione del comportamento dei cittadini in determinate circostanze.

Per esempio c’è un’importante arteria stradale che attraversa la Brianza e si immette nella metropoli milanese; il numero di veicoli che la percorre ogni giorno è elevatissimo.

Da un certo punto in avanti, nel periodo della mattinata durante il quale le persone si recano al lavoro, c’è regolarmente una coda chilometrica che costringe a procedere a passo d’uomo, quando va bene.

Molti automobilisti “intraprendenti” utilizzano altrettanto regolarmente una tecnica per risparmiare un pezzettino di coda: escono dal punto “A”, percorrono 600 metri di svincolo e rientrano nel punto “B”.

A metà strada – all’altezza del punto “C” – occorre dare la precedenza alla strada principale, a due corsie per senso di marcia. Qui si creano spesso situazioni di pericolo perché l’incrocio era pensato per immettersi nella strada trasversale e non per attraversarla. [...]

Ho voluto mostrare come in un ecosistema territoriale i cittadini reagiscono agli stimoli esterni, si influenzano reciprocamente e cercano la soluzione migliore ai problemi indipendentemente da quelle imposte.

A volte i cittadini si adattano ai cambiamenti, altre volte sono loro stessi che creano i cambiamenti.

Quello da me descritto è un esempio di urban hacking, cioè un insieme di pratiche che utilizzano gli spazi urbani diversamente da come ipotizzati da chi li mette a disposizione, in modo che siano più fruibili. [...]

Ora passiamo invece a parlare di civic hacking.

Il civic hacking è un insieme di pratiche che utilizzano elementi di civicità diversamente da come ipotizzati da chi li mette a disposizione, in modo che siano più fruibili.

Come si può vedere, c’è una stretta analogia concettuale tra urban hacking e civic hacking.

I cittadini e le imprese sono disposti a farsi carico di colmare gratuitamente le lacune esistenti nei servizi messi a disposizione dalla PA.

[L'articolo originale e' sul blog di Roberto Favini, col titolo "Civic hacking"]

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