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Filtro:   " economia "

Next society: l’innovazione sociale al di la’ dello stato e del mercato 

La crisi e’ sotto gli occhi di tutti (quelli che hanno occhi sfoderati), da tempo. Incominciamo ora a vedere che non sara’ piu’ garantito il nostro “welfare”, cosi’ prezioso eppure quotidianamente disponibile e dunque scarsamente apprezzato. Prima erano in pochi ad accorgersene, ma gli ultimi eventi di questestate, e la conseguente manovra, non lasciano ormai dubbi. E’ tempo di mettere le mani nelle tasche degli italiani, e di toccare il welfare dorato in cui abbiamo vissuto finora.

Esplode cosi’ la questione di sempre, la madre di tutte le questioni, cioe’ se i servizi essenziali a cui viene associata la “qualita’ della vita”, le risposte ai bisogni alla base della piramide di Maslow, debbano essere garantiti dallo stato (e dunque a spese della collettivita’ secondo un equo (?) sistema tributario), o se e’ lecito (e prudente) affidarne pezzi importanti alla libera impresa, che si suppone essere piu’ efficiente (?) e pero’ interessata solo alla remunerazione del capitale investito. [...]

L’articolo segue nel blog The Knowledge Ecosystem.

Il modello “Bardi” 

Dal blog di Davide Tagliaerbe Pozzi riprendo questo riferimento al Progetto Orchidea a Bardi.

[...] Per tradizione/cultura, l’italiano medio ha dunque un modus vivendi più da paesano che da cittadino: ama gli spazi liberi, l’aria aperta, la vita rurale.

Ed è su questo humus che si innesta l’idea di Andrea Pontremoli, ex-CEO di IBM e ora CEO di Dallara, un grande “sognatore tecnologico” del quale avevo già parlato su questo blog un annetto fa.

Wired racconta che Bardi, il paese di Pontremoli, dato per spacciato dalle statistiche demografiche è invece ora rinato, grazie alla banda larga. Sono arrivati nuovi abitanti, sono nati bambini e nuove aziende, le attività hanno ripreso vita.

Ma la banda larga, da sola, non basta. Ecco dunque il “Progetto Orchidea”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, che nasce proprio per fare da collante fra istituzioni e aziende: una piattaforma informativa per incoraggiare gli utenti a “fare sistema”.

[Leggi l'articolo intero sul blog di Davide Tagliaerbe Pozzi, dal titolo "Il modello "Bardi"].

Il manifesto del lavoro autonomo 

Giacomo Mason racconta di come un post sul suo blog abbia ispirato il Manifesto del lavoro autonomo, e perfino una piece teatrale

Per chi fosse interessato, qui trovate il resoconto dello spettacolo “Lo stato del quinto stato”, andato in scena il 12 gennaio alla triennale per lanciare il Manifesto del lavoro autonomo.

Uno spettacolo organizzato da ACTA e rappresentato da attori non professionisti, semplici iscritti attivi sul tema della difesa del lavoro autonomo e delle partite IVA.

Lo stato del Quinto Stato

Ve lo segnalo, oltre che per l’interesse personale che ho per l’argomento, anche perché lo spettacolo si è basato in parte sul testo che ho scritto qualche tempo fa su questo blog, e vederlo rappresentato è stata un’emozione :-)

Naturalmente chi è interessato può sempre iscriversi ad ACTA (e vi consiglio di farlo, o perlomeno di seguire i suoi canali online).

[Leggi di piu' sul blog di Giacomo Mason, IntranetManagement]

La Catena del Valore e le Implicazioni Sociali 

Pier Luca Santoro, in risposta al blog precedente “Creating Share Value“, mi ricorda il suo articolo “La Catena del Valore e le Implicazioni Sociali“, che era ispirato dallo stesso articolo di HBR, e dal quale riprendo questi passaggi:

Il vantaggio competitivo dipende dalla capacità di capire non soltanto la catena del valore di un’impresa, ma anche il modo in cui l’impresa si inquadra nel sistema del valore nel suo complesso, scriveva Michael Porter nel lontano 1985. [...]

Secondo gli autori, le aziende possono riprendersi con un avvenire favorevole solo ripensando ai prodotti e ai mercati su cui commerciano, in modo di rispondere efficacemente ai bisogni della società, in materia di salute, di alimentazione, di aiuto alla popolazione che invecchia, di miglioramento dell’habitat e di rispetto dell’ambiente.

Se questo riguarda la responsabilità sociale, attuata con comportamenti adeguati e coerenti, il modello della creazione del valore per l’azionista va completamente ripensato. Società ed economia interagiscono e le possibilità d’esistenza e di sviluppo aziendale crescono se il management ne tiene conto.
Ecco allora, l’importanza per l’impresa dei modi d’utilizzo delle risorse economiche, materiali e umane. Bisogna operare per lo sviluppo di poli di competitività, che sostengano l’attività di organizzazioni stabilite in una stessa regione e fanno prosperare le comunità locali. Un certo numero di aziende già lo fanno e le politiche di responsabilità sociale, attuate sistematicamente da esse, hanno già contribuito a cambiare il modello di business obsoleto a vantaggio di uno più lungimirante di creazione del valore economico e sociale. [...]

Un capitalismo, come quello che conosciamo, non cambia senza forti ragioni di mercato, di governo, di leggi. Né è detto che l’attività sociale migliori i rapporti di fiducia e influenzi positivamente la società.

Ma l’articolo cambia radicalmente il tradizionale approccio di Porter e della sua scuola alla strategia e alla gestione dell’impresa.

[Estratto da: Iriospark]

[Leggi l'articolo di Pier Luca Santoro, sul suo blog, "Il Giornalaio"]

Reti, Aggregazioni d’Impresa e Distretti Produttivi: nuovi scenari di competitività. 

Cenacolo per Imprenditori

Come ridurre del 10% i costi aziendali con il federalismo fiscale.

Reti, Aggregazioni d’Impresa e Distretti Produttivi: nuovi scenari di competitività.

presso
Villa Fürstenberg Banca Ifis, Via Gatta 11, Mestre Venezia.

il giorno
venerdì 25 febbraio 2011, dalle 17.00 alle 19.30

L’Ingresso è gratuito previa adesione entro mercoledì 23 febbraio p.v. inviando modulo allegato a eventi@expovenice.it o fax 041 533 4760 .

Presentazione:
Uno dei temi cruciali per il 2011 appena arrivato è l’agenda e l’applicazione del federalismo fiscale. Dopo anni di discussioni, di battaglie, di prese di posizione si è arrivati allo sprint finale.

Ma la domanda vera che è rimasta più volte sotto al tappeto è: “Cosa cambia per le imprese?” O meglio: “è lecito aspettarsi per le piccole e medie imprese un minor costo tributario del 10%?”

Ed in questo modo è possibile dare nuova competitività ad un sistema che – da più parti – si definisce “bloccato” rilanciando investimenti, crescita, sviluppo, nuove idee e nuove progettualità?

Partendo dalle pubblicazioni fatte recentemente dall’Osservatorio Regionale sul Federalismo e la Finanza Pubblica sul caso Veneto si daranno risposte a tre questioni cruciali: maggiore responsabilità, minori costi aziendali, maggiore competitività. Tutto questo coinvolgendo importanti policy maker, imprenditori e studiosi chiamati a dare risposte alle domande chiave del nascente 2011.

Agenda di Lavoro:
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