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Questa e' la casa principale del Progetto "Ecosistema 2.0", un think UN-tank (un think-tank non convenzionale) sui modelli a rete applicati in internet e nel territorio, intorno al quale ruota una community di professionisti e appassionati. Leggi anche:
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- Istruzioni per l'uso.

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Filtro:   " comunicazione "

L’informazione ai tempi della Rete, PrimoLunedi, Padova, 6 giugno 

Gruppo PrimoLunedi
Lunedì 6 Giugno, ore 20:00
Antonianum Prato della Valle – Padova

In un mondo sempre più interconnesso e globale, quello che succede dall’altra
parte del globo ha conseguenze anche sulla tua piccola città.
Soprattutto, ha conseguenze dirette sulla tua vita.
Allo stesso modo, la dimensione locale impatta su un tessuto di relazioni che si allarga
progressivamente, passando dallo spazio (materiale) dei luoghi allo spazio (virtuale) dei flussi.

Come vivi il tuo rapporto tra media vecchi e nuovi?
Come soddisfi i tuoi bisogni informativi e di socialità?
Soprattutto, cosa puoi fare TU per migliorare la qualità dell’informazione nel tuo network di amici e, perchè no, di concittadini?

L’informazione oggi viaggia al tempo della Rete. Ne parliamo con:

Pier Luca Santoro – http://giornalaio.wordpress.com/

Maria Luisa Vincenzoni – http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Luisa_Vincenzoni
Federico Guerrini – http://www.federicoguerrini.com/chi-sono/
Con l’aiuto di:
Simone Favaro – http://www.simonefavaro.it/about/

Anna Ferrarese – Amici del Primo Lunedì

… e tutte le persone curiose del Primo Lunedì.

La cura dell’ecosistema 2.0 

Dopo aver introdotto l’argomento citando il precedente articolo di Pier Luca Santoro, dal titolo “Infocalypse”, ecco una nuova nota sul tema della “curation” di Piera Bellelli, su blog di NinjaMarketing.

Secondo alcuni, il 2011 aprirebbe una nuova era, quella della “social media curation”. E cosi’ emergerebbe anche una nuova generazione di social network basata su un differente modello di interazione, che mira ad essere più efficiente ed efficace. Con il termine “Curation”, infatti, mutuato dal mondo dell’arte e che non trova una traduzione specifica in italiano, si intende il processo di selezione, aggregazione e cura di contenuti, siano essi testi, immagini, video o quanto altro fruibile in rete, inerenti a uno specifico argomento, tema o passione. Infatti, l’innovazione di queste piattaforme, rese anche più user-friendly, risiede nella possibilità di filtrare i contenuti realmente interessanti, tramite l’inserimento di keywords, ed integrarli in un’ unica  fonte potendoli condividere così con gli altri utenti e dando vita  un doppio processo di selezione, nella creazione e fruizione. [...]

Nel web, dove less-is-more è ormai un’affermazione sempre più diffusa e rilevante e dove la proporzione “90-9-1″ di Nielsen non è più valida,  la nuova generazione di social network offrirà un user-experience diversa che permetterà quindi l’integrazione dei contenuti in una prospettiva topic-based e garantirà un maggiore grado di libertà e partecipazione sia nella pubblicazione che nella consultazione dei contenuti. [...]

Questo e’ appunto il percorso iniziato con l’inaugurazione di questo sito, www.ecosistema20.it.  Anche se vengono offerte piattaforme dedicate allo scopo, che promettono di rendere piu’ veloce l’operazione di pick&post e di impaginazione della homepage, rimane sempre interessante dotarsi di una piattaforma che possa crescere secondo le piu’ disparate esigenze, che matureranno strada facendo. In questo senso WordPress/Buddypress rimane ancora la piattaforma che coniuga facilita’ di configurazione e enorme potenziale di crescita sul piano funzionale e delle intergrazioni coi web service, al modico prezzo di pochi e semplici interventi sul codice.

La cosa interessante che piace qui sottolineare, pero’, non e’ tanto l’aspetto tecnico della curation (“cura)”, ma anche l’importanza del tema (“curato”), cioe’ che abbia effettivamente un potenziale evocativo distintivo, quindi da un lato non banale e ampiamento coperto da iniziative online, e contemporaneamente in grado di aggregare interesse e contributi di rilievo. “Curata” e “curanda” possono avere un significativo potenziale “social”, cioe’ possono essere “social object” ad alto potenziale. Possono essere un bene comune, o un senso comune, da preservare e coltivare.

[Edit 6/3 7:30 - ho sviluppato meglio il concetto] Il curatore e coloro che sono interessati e coinvolti nella cura, a questo punto non sono uno, ma un’aggregazione di appassionati, cointeressati, empatici, la cui dimensione sociale emerge proprio nell’attivita’ stessa del curare. A questo punto “curatori + cura + curati” sono un modello di partecipazione, di impegno per un bene comune, di realizzazione di una socialita’. Si tratta della stessa natura del vivere umano, solo che riportato ad una dimensione piu’ quotidiana, piu’ specifica. Curation non e’ dunque l’obiettivo funzionale di una nuova generazione di web service, ma l’esercizio di educazione civica o di fitness sociale, che ci permettera’ di combattere il nostro pigro e obeso individualismo. E’ chiaro che qui, in “Ecosistema 2.0″, l’esercizio e’ curare la diffusione del modello delle reti aperte ai territori e nella vita quotidiana, e quindi in un certo senso e’ proprio una palestra dove scolpire questa attitudine… alla “curation” di beni comuni.

Instagram per il corporate storytelling 

Su segnalazione di Stefano Schiavo, che mi arriva da Massimo Carraro, una riflessione interessantissima di Stefano Mizzella, sull’utilizzo dei servizi di photo gallery nella comunicazione corporate, purche’ meglio se pratici, suggestivi e facilissimi da usare via smartphone, come instagram, e prevedano l’utilizzo di tag ed altre geo- time- referenziazioni, per facilitare la contestualizzazione. Oltre che al content sharing, e alle successive fasi di tracking e monitoring, Stefano fa riferimento proprio al corporate storytelling, su cui era gia’ intervenuto Vincenzo Cosenza in un recente post

il web, pensato come spazio narrativo, offre inedite possibilità di catturare l’attenzione dei propri pubblici attraverso il racconto. La sfida è comprendere che la narrazione scaturisce sempre più dalla qualità delle relazioni che l’azienda è in grado di costruire quotidianamente in rete e che al tempo dei social media una storia non ha valore se non viene condivisa spontaneamente.

Ed ecco la sintesi delle conclusioni che Stefano ha tratto dopo aver seguito per qualche settimana due profili corporate: Mashable ed H-Farm.

[...] Ho provato tuttavia a sintetizzare quelli che reputo essere i principali benefici legati all’utilizzo di Instagram come strumento di corporate storytelling:

  • dare un volto alle persone che lavorano dietro alle quinte
  • immergere gli utenti negli spazi, negli uffici o nei laboratori del brand
  • dare risalto alle sessioni interne di brainstorming e ai processi creativi e produttivi in team
  • mostrare gli aspetti più informali dell’azienda
  • avviare un canale alternativo e complementare per il live-tweeting e il live-blogging duranti gli eventi o le iniziative del brand
  • utilizzare un canale di supporto nelle campagne di comunicazione e marketing promosse dal brand

[Leggi anche le conclusioni nell'articolo originale di Stefano Mizzella, sul suo blog SocialMediaScape]

La Verifica delle Informazioni Online 

Pier Luca Santoro ci segnala questo utile metodo per non cadere nelle tante bufale che girano in rete.

Ai tempi di internet il confine tra vero e verosimile può facilmente essere sorpassato dando origine alla diffusione di informazioni errate, non veritiere.

Dal caso di Tiger Woods alla presunta morte di Owen Wilson, complice troppo spesso la priorità data alla tempestività rispetto alla qualità dell’informazione, i casi di “bufale” anche da parte di media autorevoli non sono davvero mancati.

Anche la costruzione di notizie costruite ad hoc per creare buzz intorno ad un marchio, un prodotto, sono una realtà che il caso di Klaus Davi ha evidenziato.

D’attualità ed interesse dunque la mappa realizzata da Online Journalism come strumento, guida, dei criteri da seguire per la verifica delle informazioni online.

Suddivisa in tre aree principali: contenuto, contesto e codice, suggerisce quelli che possono essere gli elementi basici da seguire per la verifica delle notizie prima della loro diffusione.

Come ricordava pochi giorni fa Arthur Sulzberger, Direttore del NYT, “Le menzogne sul web si diffondono molto più rapidamente della verita”, è indubbiamente anche questo un ulteriore criterio generale da ricordare per i giornalisti e per tutti coloro che desiderano fare informazione con serietà.

[Leggi l'articolo sul blog Il Giornalaio, di Pier Luca Santoro]

Il web 2.0 per la sostenibilità. Strategie, collaborazione, comunicazione. 

ZoesDal sito di Zoes riportiamo che sono aperte le iscrizioni per

Il web 2.0 per la sostenibilità. Strategie, collaborazione, comunicazione.

Terza edizione del corso di formazione curato da Zoes

Per la prima volta il corso lascia la cornice dell’Aia Santa per approdare alla sede di Novamont a Novara i prossimi 2 e 3 aprile 2011.

Proprio da Novamont nasce l’idea di questo nuovo appuntamento… grazie per il sostegno concreto!

L’appuntamento è ideato per tutti gli operatori del terzo settore, della piccola e media impresa che vuole promuovere prodotti e servizi sostenibili, per i cittadini che vogliano approfondire le opportunità che il web ci mette a disposizione!

Saranno con noi docenti esperti di social media, hanno già confermato Luca Conti, Gianluca Diegoli e Mirko Lalli

Per iscriverti e per tutte le info utili vai al gruppo del corso e aderisci, clicca qui.

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