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Città intelligenti? 

Gigi Cogo ci offre un esempio significativo del divario tra le aspettative dei cittadini sui servizi urbani a loro offerti, e le teorie sulle Smart Cities che vengono discusse nei piu’ alti strati della fuffosfera.

Venerdì pomeriggio arrivo a casa verso le 16.00 e appena disinnesto l’allarme dell’antifurto mi viene segnalata un anomalia al combinatore telefonico.

Non ci faccio caso e dopo un po’ decido di sfogliare i messaggi di posta elettronica ma, ahimè, la connessione ADSL non da segni di vita.

Chiamo il 187 dal cellulare (ho un abbonamento ADSL del tipo Alice) e chiedo lumi. Risposta: “Ha staccato il router?, ha staccato il filtro ADS?, ha staccato i cordless? ha staccato il combinatore telefonico?, altrimenti non possiamo fare la prova da remoto“.

Ok, eseguo tutte le istruzioni e li richiamo: “Beh da qui si vede che c’è un problema ma, forse, sa non saprei, ecco, che ne dice di sentire la ditta del combinatore telefonico?

Faccio anche questo e, ovviamente, essendo ormai le 17.00 del venerdì, mi danno un appuntamento per lunedì mattina, anche perché un po’ scettici, non credono sia colpa loro, il combinatore, dicono, è a prova di bomba e temporali, recentemente, non ce ne sono stati.

Passa il venerdì e il sabato mattina richiamo Telecom che, finalmente, ammette un guasto “a livello di centrale”. Che vuol dire? Cosa farete? Cosa succede ora? Quando lo aggiusterete? Son tutte le mie lecite domande, credo. Bene, morale della favola, mi dicono che, secondo contratto (che dovrò rileggere) il tutto dovrebbe essere risolto per mercoledì, visto che in mezzo ci sono anche il sabato e la domenica.

Ovviamente mi incazzo come una iena e impreco un po’ tutti i santi del paradiso.

Ma veniamo a oggi, che è domenica. Vedi un po’ che proprio a 100 metri dalla mia abitazione c’è un mini cantiere di Vesta ora Veritas (società pubblica del Comune di Venezia). Mi viene il sospetto, guardo meglio in mezzo ai cartelli e agli sbarramenti e vedo un pozzetto Telecom.

Nel contempo arriva un vicino al quale chiedo lumi……”E’ da venerdì che siamo tutti isolati, son stati quelli di Vesta che hanno tranciato il cavo Telecom , siamo tutti incazzati neri”.

Città intelligenti?

Morale della favola, Vesta società del Comune di Venezia, crea un danno, non lo ripara, non c’è interoperabilità di sistema con Telecom (<a href=” />società che fornisce connettività al sistema municipale di Cittadinanza Digitale) e, soprattutto, non c’è sistema di alerting per i cittadini e non c’è ombra di un sistema smat per la soluzione dei problemi.

 Città intelligenti?

SMART CITIES?

Ok, riparliamone più avanti, quando avremo risolto problemi di back-office, di interoperabilità, di customer-care e, soprattutto, di buon senso.

Intanto faccio civic hacking e segnalo a Iris:
http://iris.comune.venezia.it/frmListaProblemiNew.aspx (segnalazione 7451) ……. che poi, sia chiaro, di tre segnalazioni che ho fatto, non mi hanno mai risposto e nemmeno risolto il problema.

[Leggi l'articolo intero sul blog di Gigi Cogo, Webeconoscenza]

Accessibolab91: sull’accessibilita’ non ci siamo ancora 

Accessibile.itIl progetto Accessibile.it e’ in fase di ristrutturazione e in cerca di contributi e suggerimenti, qui.

E’ interessante ripercorrerne la storia (qui), a partire dall’esame dell’effetto della Legge Stanca sull’accessibilita’, e la spinta che diede nel focalizzare attenzione e risorse da parte delle pubbliche amministrazioni soprattutto sull’aspetto tecnologico.

La presa di coscienza di internet come media specifico, innanzitutto, e non come territorio in cui adattare e applicare esperienze altre; la definizione di una strategia, di obiettivi definiti e misurabili; la formazione all’interno degli Enti di persone che possano consapevolmente e in modo professionale usare i mezzi di comunicazione on line. Dovendo spendere bene budget sempre più limitati (questo È un problema), avremmo voluto una legge che privilegiasse lo sviluppo di una cultura della comunicazione, non della tecnologia, altrimenti analogamente andrebbero finanziare le tipografie, non le redazioni dei quotidiani.

Al momento le considerazioni e l’orientamento si possono leggere qui:

La constatazione un po’ amara è che i problemi di allora sembrano essere sostanzialmente soltanto “attualizzati”: è evoluto il web, e con esso la tecnologia, ma lo svolgimento del tema dell’accessibilità pare stagnare ancora nella sfera tecnica piuttosto che in quella umana.

Stiamo lavorando per fare diventare accessibile.it un progetto partecipativo; ne abbiamo già parlato con Michele e la sua creatura TagBoLab, chissà che non fioriscano a breve nuove iniziative sul territorio.

Ricordo che promotori dell’iniziativa sono i ragazzi di Mentine, una web agency “diversa” perche’ ha un arma in piu’, il simpatico omaggio. E dall’homepage di Dogma91, ci piace riprendere:

“Esiste solo una missione sostenibile: migliorare la vita delle persone della comunità di cui fate parte.”

La PA in rete al servizio dei cittadini (ma veramente) 

Carissimi,
con l’occasione organizzata da Gigi Cogo e Roberto Scano per la presentazione dei libri “Cittadinanza Digitale” e “I siti web e le Pubbliche Amministrazioni”, in cui mi hanno voluto gentilmente coinvolgere, vi invito a partecipare al dibattito su come internet possa veramente trasformare la PA in un servizio per i cittadini, veneti in particolare.

Venite quindi a discutere la “nostra” PA, sabato 5 Febbraio, alle 18, alla Libreria Mondadori – Edicolè, a Padova, in VIA S. FRANCESCO 19

Saranno presenti gli autori Gianluigi Cogo e Roberto Scano, e coordinatore Gino Tocchetti.

Adesioni sulla pagina Facebook

I siti dei libri: Cittadinanza Digitale, I siti web e le Pubbliche Amministrazioni

european smart cities – The smart city model 

A Smart City is a city well performing in 6 characteristics, built on the ‘smart’ combination of endowments and activities of self-decisive, independent and aware citizens.


via european smart cities – The smart city model.

The Global Cities Index 2010 – An FP Special Report | Foreign Policy 


So what makes a Global City? Not size alone, that’s for sure; many of the world’s largest megalopolises, such as Karachi (60), Lagos (59), and Kolkata (63), barely make the list. Instead, the index aims to measure how much sway a city has over what happens beyond its own borders — its influence on and integration with global markets, culture, and innovation. To create this year’s rankings, we analyzed 65 cities with more than 1 million people across every region of the globe, using definitive sources to tally everything from a city’s business activity, human capital, and information exchange to its cultural experience and political engagement. Data ranged from how many Fortune Global 500 company headquarters were in a city to the size of its capital markets and the flow of goods through its airports and ports, as well as factors such as the number of embassies, think tanks, political organizations, and museums. Taken together, a city’s performance on this slate of indicators tells us how worldly — or provincial — it really is.

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