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Questa e' la casa principale del Progetto "Ecosistema 2.0", un think UN-tank (un think-tank non convenzionale) sui modelli a rete applicati in internet e nel territorio, intorno al quale ruota una community di professionisti e appassionati. Leggi anche:
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KnowCamp, Modena, 18-20 marzo 

knowcampIl KnowCamp è un evento no-profit che si pone come obiettivo quello di offrire un’opportunità di condivisione di esperienze ed opinioni attorno a tematiche di forte attualità: il Sapere ed il Web.

Sapere inteso come tutto ciò che conosciamo (ed abbiamo conosciuto) attraverso l’esperienza, l’informazione e le relazioni interpersonali. Ciò che sappiamo è ciò che ci distingue: guida le nostre scelte e determina le nostre opinioni.
In che modo Internet – e le nuove tecnologie- influenzano la creazione del sapere?
Come può il Web, come fonte di informazione e strumento di partecipazione, renderci più responsabili e consapevoli nella creazione e nella diffusione di notizie ed opinioni?

Per rispondere a queste domande dal 18 al 20 marzo 2011 Modena ospiterà presso la Camera di Commercio numerosi interventi di esperti, curiosi ed appassionati che proporranno il loro punto di vista su come la Rete possa contribuire alla creazione di un sapere condiviso e costruttivo, attraverso il quale rinnovare, migliorare ed ampliare le modalità di relazione interpersonale.

La formula sarà quella della BarCamp: un raduno aperto a tutti in cui si alterneranno speech e dibattiti incentrati sui temi proposti, offrendo esempi, opinioni e visioni.

In particolare saranno tre le aree tematiche su cui verteranno gli interventi dei partecipanti:

  • Contributo e fruizione individuale;
  • Le attività del mondo no-profit;
  • Informazione, relazione e business.

Oltre il Social CRM. Il Social Product Development 

Da leggere tutto anche questo articolo di Emanuele Quintarelli, che puntualizza sulla inevitabile e conveniente diffusione del nuovo approccio 2.0 (o “Enterprise 2.0″ o “social” or similia) a tutta l’azienda.

Se esiste un tendenza chiarissima ed estesamente discussa anche a Giugno sia all’International Forum on Enterprise 2.0 2010 che all’Enterprise 2.0 Conference di Boston è il fidanzamento, la convergenza in corso tra Enterprise 2.0 e processi al fine di riportare i nuovi approcci collaborativi nelle attività quotidiane dei dipendenti migliorandone la produttività e rendendo al contempo più flessibili ed efficienti i flussi di lavoro interni. Insomma il 2.0 che inizia a scendere sulla Terra e sporcarsi le mani con il mondo reale.

Un esempio affermato di questo passaggio tuttora in corso è costituito dal Social CRM di cui mi occupo ormai da tempo e che rappresenta un profondo spostamento del baricentro aziendale finalizzato a portare il cliente al centro del business per garantire al pubblico un’esperienza più piacevole, consistente, coordinata e specialmente una maggiore reattività dell’organizzazione rispetto ai segnali che provengono dal mercato. [...]

La socializzazione dei processi non si esaurisce però con il Social CRM. Se esso permette di evolvere, ampliare, umanizzare i momenti di interazione con il cliente che avvengano in fase di marketing, vendita, supporto o innovazione, certamente esiste una ancora più lunga lista di frangenti in cui l’Enterprise 2.0 è altrettanto in grado di sostenere la crescita dell’azienda, ma in contesti più rivolti verso l’interno. Si parla per esempio da tempo anche di Social BPM, Social ERP, Social PLM, Social SCM. [...]

Estendiamo quindi il nostro discorso di socializzazione dei processi di business partendo da una dimensione dagli evidenti impatti economici, organizzativi e strategici per le imprese di ogni settore: lo sviluppo sociale del prodotto o come inizia ad essere chiamato il Social Product Development (preferisco non utilizzare il termine Social PLM per marcare una distanza tra gli ampi nuovi scenari di collaborazione legati al prodotto e le funzionalità molto più limitate dei tradizionali software di Product Lifecycle Management). Un primo esempio italiano e molto concreto di Social Product Development è Olga, la intranet di Lago, sulla quale potete leggere estensivamente qui.

Emanuele si sofferma alla fine anche sulle resistenze e le concrete obiezioni a questo approccio innovativo, di cui e’ altrettanto importante acquisire consapevolezza, e che occorre quindi affrontare direttamente se si vuole garantire possibilita’ di successo al progetto.
Leggi tutto qui: Oltre il Social CRM. Il Social Product Development.

La più grande catena di caffetterie del mondo 

Segnalo questo articolo di Andrea Povelato, che dimostra come la cultura di un territorio possa essere una risorsa formidabile per inventare nuovi business, e come talvolta a sfruttarla sia perfino qualche straniero piu’ avveduto.

La fortuna della più grande catena di caffetterie del mondo è in gran parte opera di Howard Schultz, che dopo essere cresciuto in povertà a Brooklyn, venne a Milano nel 1983 per il suo primo viaggio d’affari in Europa e lì scoprì la cultura italiana dell’espresso e del cappuccino.

Schultz, allora direttore di una ditta di caffè, insistette coi suoi capi per due anni perché l’azienda, allora una torrefazione con diversi punti vendita, si trasformasse in una catena di caffetterie.

Di fronte ai continui rifiuti, Schultz fondò una sua propria ditta, battezzata Il Giornale, che in pochi anni crebbe fino al punto di consentirgli di acquistare l’intera catena, adeguarne i punti vendita e rinominare l’intera azienda.

Dedicò quindi gli anni successivi a creare una catena di ristorazione che esprimesse la devozione italiana per il caffè, dotandosi di una forza di marketing e di una capacità immobiliare decisamente americane. [...]

Leggi tutto qui: andrea povelato: La più grande catena di caffetterie del mondo..

Un mondo migliore passa anche per le piccole cose: l’ecologia urbana secondo Eugea 

[...] Eugea (Ecologia Urbana Giardini e Ambiente) è la start-up avviata da un gruppo di ricercatori in entomologia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell’Università di Bologna. Dell’ecologia urbana, di solito, si occupano gli enti pubblici: Eugea nasce con l’idea di dare anche ai privati, a ognuno di noi, qualche strumento per ripristinare in città angoli di natura e di biodiversità. E non sono strumenti difficili: sono semi o uova di insetti che ci servono, per esempio, a far nascere piante che attirano le farfalle, o a combattere gli afidi introducendo i loro predatori naturali. Sono cose che ognuno di noi può fare in un balcone, a un davanzale.

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Vega, palestra dei cervelli 

Vega

Dal sito di Michele Vianello l’annuncio ufficiale delle imminenti novita’ al Vega. Innanzitutto da ottobre il Vega avra’ 200 mega di banda garantiti! cosa che prioettera’ il parco veneto in una dimensione veramente globale!

Poi partiranno quattro progetti speciali. Il primo e’ il “Vega Lab”, finanziato con fondi europei gestiti dalla Regione, che prevede la costruzione di un laboratorio per insegnare alle piccole e medie imprese del Veneto come si fa a recuperare produttivita’ usando internet.

Il secondo e’ “Vega Move” che sviluppera’ applicativi per la connettivita’ in movimento, ossia per gli smartphone.

Il terzo, che sara’ realizzato insieme a Ca’ Foscari e a Confindustria, ha l’obiettivo di taggare i prodotti in vendita online, e quindi di garantire il consumatore da possibili frodi sull’autenticita’ dei prodotti.

Quarto ed ultimo, la realizzazione di un prototipo di trattamento dei fanghi iper inquinanti (i C e gli oltre C), perche’ il Vega non e’ solo “digitale”.

Dall’articolo sul Gazzettino si legge che l’organizzazione interna del Vega e’ all’americana, e il direttore Vianello discute con il personale anche il budget e, assicura, mette tutto in internet. Controllare qui: www.vegapark.ve.it.

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