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	<title>ecosistema 2.0 &#187; Uncategorized</title>
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	<description>Oggi abitiamo un ecosistema aumentato che non fa salti tra reale e virtuale</description>
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		<title>Business sociale: Renzo Rosso incontra dei veri Stupidi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 21:05:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Mind the Social &#8211; Business GapLa Only The Brave Foundation che fa capo a Renzo Rosso ha recentemente incontrato dei veri “stupidi”, con i quali ha deciso di collaborare: si tratta dell’associazione Make a Change, costituita nel 2009 al fine di promuovere il business sociale nel nostro paese. “Il business sociale è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a style='font-weight: bold; font-size: 18px;' href='http://www.scoop.it/t/mind-the-social-business-gap/p/672092538/business-sociale-renzo-rosso-incontra-dei-veri-stupidi'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/mind-the-social-business-gap'>Mind the Social &#8211; Business Gap</a><br/><img src='http://img.scoop.it/GwQqR2LH2nzYyhzMxAVeTDl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>La Only The Brave Foundation che fa capo a Renzo Rosso ha recentemente incontrato dei veri “stupidi”, con i quali ha deciso di collaborare: si tratta dell’associazione Make a Change, costituita nel 2009 al fine di promuovere il business sociale nel nostro paese. “Il business sociale è uno dei concetti (e delle leve) chiave per muovere l’economia verso un sistema più responsabile e solidale. Si tratta di dare supporto e voce a una nuova categoria di persone ancora poco conosciuta: gli imprenditori sociali. Persone che hanno costruito vere e proprie imprese per produrre benessere sociale e ambientale in modo economicamente sostenibile, senza basarsi su contributi pubblici o beneficenza – afferma Rossi – in un contesto economico e sociale che misura il valore delle persone sulla base della ricchezza personale e del potere, l’approccio altruistico di queste persone può apparire ‘stupido’, ma apre in realtà ad un nuovo modo di pensare l’economia”.<br/><a href='http://www.noprofitweb.it/beta/?p=3619'>Via www.noprofitweb.it</a></p>
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		<title>Il bene comune della terra, libro di Vandana Shiva</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 09:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale Solo lo sviluppo di una comunità terrena che includa tutti gli esseri viventi del pianeta e che sia improntata al rispetto reciproco, può garantire un uso regolato, equo ed ecologicamente sostenibile delle risorse naturali. Il titolo originale dell’opera, Earth Democracy, è molto chiarificatore a questo riguardo. Ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/615643409/il-bene-comune-della-terra-libro-di-vandana-shiva'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/KbpkjgZLPWQ-dStoiWXfuzl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/> Solo lo sviluppo di una comunità terrena che includa tutti gli esseri viventi del pianeta e che sia improntata al rispetto reciproco, può garantire un uso regolato, equo ed ecologicamente sostenibile delle risorse naturali. Il titolo originale dell’opera, Earth Democracy, è molto chiarificatore a questo riguardo. Ai piani di privatizzazione delle risorse naturali portati avanti da potenti multinazionali si può opporre una “democrazia della terra” basata sulla forza delle comunità locali,per una autogestione a livello locale dei beni comuni. Questo garantirà la sostenibilità ambientale dell’uso delle risorse, perché ogni comunità locale è interessata alla tutela dell’ambiente in cui vive. I dettagli del libro: Il bene comune della terraAutore: Vandana ShivaCasa editrice: FeltrinelliAnno di pubblicazione: 2011Pagine: 224Prezzo: 8,00 €ISBN: 9788807722479<br/><a href='http://www.tuttogreen.it/il-bene-comune-della-terra-libro-di-vandana-shiva/'>Show original</a></p>
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		<title>Ultimo caso, il censimento siamo scarsi in innovazione &#8211; Repubblica.it</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 18:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale&#8230;Il problema del sito del censimento che crolla non è un guaio di giornata, non è solo un server sovraccarico. Quello è il motivo tecnico, quello reale è la fallacità delle fondamenta tecnologiche del Paese. Che per esistere oggi, realmente, ha bisogno di investimenti concreti sulla banda larga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/532142426/ultimo-caso-il-censimento-siamo-scarsi-in-innovazione-repubblica-it'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/yv8VCR_mhg3ZcjTFdLi-ATl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>&#8230;Il problema del sito del censimento che crolla non è un guaio di giornata, non è solo un server sovraccarico. Quello è il motivo tecnico, quello reale è la fallacità delle fondamenta tecnologiche del Paese. Che per esistere oggi, realmente, ha bisogno di investimenti concreti sulla banda larga, sulla copertura del territorio, sulla riconversione delle pubbliche amministrazioni ad una versione 2.0 di loro stesse. Ha bisogno di tessere un filo digitale solido e flessibile tra le realtà produttive grandi, medie e piccole, singoli cittadini, istituzioni e PA. In molte parole, nell&#8217;agenda digitale italiana al primo punto deve esserci il precetto fondamentale di fare Rete, per sostenere, sorreggere e costruire. In una parola sola, serve innovazione e serve presto.<br/><a href='http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/09/news/l_italia_non_s_desta_poca_innovazione_e_arretrata_sul_web-22946102/'>Show original</a></p>
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		<title>Aiuta molto confidarsi con i medici e fra malati &#8211; Corriere della Sera</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 16:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione SocialeCondividere un percorso su un social network è una buona strada per riuscirci: abbiamo verificato che in media il numero di giorni passati col mal di testa si riduce del 40%, così come i farmaci necessari». Tra i possibili metodi c’è anche il call center per i pazienti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/531816177/aiuta-molto-confidarsi-con-i-medici-e-fra-malati-corriere-della-sera'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/xlPIZprHLYoPE48V7t_kXjl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>Condividere un percorso su un social network è una buona strada per riuscirci: abbiamo verificato che in media il numero di giorni passati col mal di testa si riduce del 40%, così come i farmaci necessari». Tra i possibili metodi c’è anche il call center per i pazienti, aperto da Giorgio Zanchin dell&#8217;Università di Padova tra il 2008 e il 2009: per sei ore alla settimana è stato messo a disposizione dei pazienti del Centro cefalee per rispondere a tutti i loro dubbi. «Per proseguire l&#8217;esperienza occorrono risorse, ma il bilancio è positivo — dice Zanchin —. Il call center è servito ai tanti che avevano la tentazione di interrompere le cure se non vedevano un risultato dopo i primi giorni: rassicurati al telefono, le hanno proseguite traendone beneficio».<br/><a href='http://www.corriere.it/salute/11_ottobre_06/dossier-emicrania-social-network-meli_22e5a080-f004-11e0-afdf-a2af759d2c3b.shtml'>Show original</a></p>
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		<title>OpenData bene comune: Bologna si muove</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 15:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione SocialeInternet come bene comune fondamentale e liberta’ di accesso ai dati della Pubblica amministrazione, questi gli impegni verso cui intende muoversi il Comune di Bologna. La crisi sta trasformando il tessuto produttivo emiliano e bolognese, per questo occorre individuare nuovi strumenti e nuove dotazioni pubbliche per sostenere l’innovazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/526481130/opendata-bene-comune-bologna-si-muove'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/H7IsqGdSw_RDLS_n-4l-eTl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>Internet come bene comune fondamentale e liberta’ di accesso ai dati della Pubblica amministrazione, questi gli impegni verso cui intende muoversi il Comune di Bologna. La crisi sta trasformando il tessuto produttivo emiliano e bolognese, per questo occorre individuare nuovi strumenti e nuove dotazioni pubbliche per sostenere l’innovazione delle piccole e medie imprese. La connettivita’ con banda larga e la disponibilita’ di “open data”, insieme agli spazi per il coworking, la formazione manageriale e il supporto al credito, rappresentano beni comuni del futuro che la PA insieme agli altri attori locali devono mettere a disposizione, al pari delle aree produttive attrezzate e degli isitituti tecnici professionali inventato decenni fa dal modello emiliano.<br/><a href='http://matteolepore.it/2011/10/08/opendata-bene-comune-bologna-si-muove/'>Show original</a></p>
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		<title>THE KNOWLEDGE ECOSYSTEM: Un futuro nell&#8217;impresa sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 15:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione SocialeNella prima giornata del Salone Gammadonna, dedicato all&#8217;imprenditoria femminile, che si e&#8217; tenuto a Vicenza il 5 e 6 ottobre, si e&#8217; tenuto un incontro sul tema “Donne e giovani: un futuro nell’impresa sociale”.Show original]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/521151644/the-knowledge-ecosystem-un-futuro-nell-impresa-sociale'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/Srj_UFxEPzxZWDS_69wmfDl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>Nella prima giornata del Salone Gammadonna, dedicato all&#8217;imprenditoria femminile, che si e&#8217; tenuto a Vicenza il 5 e 6 ottobre, si e&#8217; tenuto un incontro sul tema “Donne e giovani: un futuro nell’impresa sociale”.<br/><a href='http://knowledgeecosystem.blogspot.com/2011/10/un-futuro-nellimpresa-sociale.html'>Show original</a></p>
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		<title>ImpresaVda: Living Labs: Imprese, P.A. ed utenti insieme per l&#8217;Innovazione</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 08:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione SocialeL’idea alla base dei living labs è la creazione di contesti aperti di progettazione, sperimentazione e validazione di nuovi prodotti e servizi, in cui gli utenti possono interagire e sperimentare tali prodotti/servizi, fornendo feedback importanti per la loro messa a punto e successiva commercializzazione.Show original]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/503370756/impresavda-living-labs-imprese-p-a-ed-utenti-insieme-per-l-innovazione'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/LmWkqxIKo1Xm6keuE5dw0Tl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>L’idea alla base dei living labs è la creazione di contesti aperti di progettazione, sperimentazione e validazione di nuovi prodotti e servizi, in cui gli utenti possono interagire e sperimentare tali prodotti/servizi, fornendo feedback importanti per la loro messa a punto e successiva commercializzazione.<br/><a href='http://impresavda.blogspot.com/2011/10/living-labs-imprese-pa-ed-utenti.html'>Show original</a></p>
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		<title>Social Innovation Awards 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 07:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione SocialeThe Social Innovation Awards recognizecompanies implementing groundbreaking strategies and programs that drive social and environmental innovation and responsibility.Show original]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/482329331/social-innovation-awards-2012'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/_SiMIqgdtrIE2hd4WaZTEjl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>The Social Innovation Awards recognizecompanies implementing groundbreaking strategies and programs that drive social and environmental innovation and responsibility.<br/><a href='http://www.socialinnovationawards.com/'>Show original</a></p>
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		<title>Connessi, contaminati, cosmopoliti &#8211; Luca De Biase</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 06:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale &#8220;Si scopre infatti che siamo contagiosi, in tutto. Gli studiosi ritrovano i segni di un&#8217;influenza importante tra le persone sia nei comportamenti problematici &#8211; mangiare troppo, fare una vita poco sana, avere comportamenti violenti, abitudini di branco, e così via &#8211; sia nei comportamenti virtuosi. Scopriamo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href="http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/469485986/connessi-contaminati-cosmopoliti-luca-de-biase">Scoop.it</a> &#8211; <a href="http://www.scoop.it/t/innovazionesociale">Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br />
<img src="http://img.scoop.it/Lal8AQuiPitKCio9psLbCDl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt" alt="" /><br />
&#8220;Si scopre infatti che siamo contagiosi, in tutto. Gli studiosi ritrovano i segni di un&#8217;influenza importante tra le persone sia nei comportamenti problematici &#8211; mangiare troppo, fare una vita poco sana, avere comportamenti violenti, abitudini di branco, e così via &#8211; sia nei comportamenti virtuosi. Scopriamo che un comportamento eticamente corretto non ha impatto solo nel piccolo entourage nel quale l&#8217;atto viene compiuto ma produce conseguenze molto più lontane. Quindi non ha senso tirarsi indietro pensando che la nostra azione è troppo piccola per contare: in realtà, conta. Anche la correttezza è contagiosa&#8230;&#8221;<br />
<a href="http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/469485986/connessi-contaminati-cosmopoliti-luca-de-biase">Show original</a></p>
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		<title>Ambiente 2.0: il video del convegno e le interviste ai relatori</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/2765/ambiente-2-0-il-video-del-convegno-e-le-interviste-ai-relatori/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 07:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale RT @assoscai: Ambiente2.0 video del convegno e interviste ai relatori @lanzigiuseppe @pandemia @andreatracanzan @sarabrag http://t.co/dtTIVHvB via @SMWMLN&#8230;Show original]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/466612495/ambiente-2-0-il-video-del-convegno-e-le-interviste-ai-relatori'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/JwtfZCwf2e5yefoX12hiVzl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/> RT @assoscai: Ambiente2.0 video del convegno e interviste ai relatori @lanzigiuseppe @pandemia @andreatracanzan @sarabrag http://t.co/dtTIVHvB via @SMWMLN&#8230;<br/><a href="http://www.ecosistema20.it/t/innovazionesociale/p/466612495/ambiente-2-0-il-video-del-convegno-e-le-interviste-ai-relatori/original">Show original</a></p>
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		<title>Using Social Media for Social Innovation &#124; Snurblog</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 07:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale Using Social Media for Social Innovation http://t.co/9WVqFdT0 @dianedeleola @media_guerilla @jennypescasio #mediagofer #socialmedia&#8230;Show original]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/466387290/using-social-media-for-social-innovation-snurblog'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/> Using Social Media for Social Innovation http://t.co/9WVqFdT0 @dianedeleola @media_guerilla @jennypescasio #mediagofer #socialmedia&#8230;<br/><a href="http://www.ecosistema20.it/t/innovazionesociale/p/466387290/using-social-media-for-social-innovation-snurblog/original">Show original</a></p>
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		<title>Una risposta femminile alla crisi finanziaria islandese: Halla Tomasdottir &#124; Video on TED.com</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 21:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione SocialeTED Talks Applicando 5 valori &#8220;femminili&#8221; ai servizi finanziari, Halla Tomasdottir è riuscita a traghettare la sua Audur Capital oltre la tempesta finanziaria islandese.   &#8220;Dobbiamo cominciare ad apprezzare la bellezza dell&#8217;equilibrio. Abbandoniamo dunque la separazione tra business da una parte e filantropia dall&#8217;altra, e incominciamo a pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/465928451/una-risposta-femminile-alla-crisi-finanziaria-islandese-halla-tomasdottir-video-on-ted-com'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/U496hVDPTS1iyk1IiR_aITl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>TED Talks Applicando 5 valori &#8220;femminili&#8221; ai servizi finanziari, Halla Tomasdottir è riuscita a traghettare la sua Audur Capital oltre la tempesta finanziaria islandese.   &#8220;Dobbiamo cominciare ad apprezzare la bellezza dell&#8217;equilibrio. Abbandoniamo dunque la separazione tra business da una parte e filantropia dall&#8217;altra, e incominciamo a pensare come fare buon business. E&#8217; cosi&#8217; che cambieremo il mondo. Ed e&#8217; l&#8217;unico futuro sostenibile.&#8221; &#8211; Halla Tomasdottir  <br/><a href="http://www.ecosistema20.it/t/innovazionesociale/p/465928451/una-risposta-femminile-alla-crisi-finanziaria-islandese-halla-tomasdottir-video-on-ted-com/original">Show original</a></p>
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		<title>Timu &#8211; La natura collettiva dell&#8217;impresa sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 22:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Via Scoop.it &#8211; Social Innovation &#8211; Innovazione SocialeIl position paper della IX edizione del Workshop sull&#8217;impresa sociale. Propone un&#8217;analisi sul carattere collettivo e plurale delle imprese a finalità socialeShow original]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale/p/461474253/timu-la-natura-collettiva-dell-impresa-sociale'>Scoop.it</a> &#8211; <a href='http://www.scoop.it/t/innovazionesociale'>Social Innovation &#8211; Innovazione Sociale</a><br/><img src='http://img.scoop.it/WLmmDpFk3e_hHv383GaKPDl72eJkfbmt4t8yenImKBXEejxNn4ZJNZ2ss5Ku7Cxt'/><br/>Il position paper della IX edizione del Workshop sull&#8217;impresa sociale. Propone un&#8217;analisi sul carattere collettivo e plurale delle imprese a finalità sociale<br/><a href='https://timu-it.ahref.eu/m/content/47/#.TnPN3mUfysp'>Show original</a></p>
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		<title>Come valutare la formazione al web 2.0?</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/2427/come-valutare-la-formazione-al-web-2-0/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 14:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Michele D&#8217;Alena riporta alcuni importanti riflessioni e una valutazione complessiva sul Progetto TagBoLab: TagBoLab è iniziato da più di un anno ed è tempo di bilanci. Visto che si tratta di un laboratorio  che ha un prodotto editoriale on line, che ricerca dati e che ha obiettivi formativi, quali sono gli indicatori? Come valutare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.micheledalena.it/"><img style="float: right; margin-left: 10px;" title="micheledalena" src="http://www.micheledalena.it/wp-content/themes/FreshAndClean/images/header.jpg" alt="micheledalena" width="200" /></a><a href="http://www.micheledalena.it/2011/03/come-valutare-la-formazione-al-web-2-0/">Michele D&#8217;Alena</a> riporta alcuni importanti riflessioni e una valutazione complessiva sul Progetto TagBoLab:</p>
<blockquote><p><a href="http://www.tagbolab.it/" target="_blank">TagBoLab</a> è iniziato da più di un anno ed è tempo di bilanci.</p>
<p>Visto che si tratta di un laboratorio  che ha un <strong>prodotto editoriale on line</strong>, che ricerca <strong>dati</strong> e che ha obiettivi <a href="http://www.micheledalena.it/2011/01/formare-al-web-2-0/" target="_blank">formativ</a>i, quali sono gli indicatori?</p>
<p>Come valutare un laboratorio che dovrebbe formare gli studenti ad un <strong>uso consapevole del web 2.0</strong>?</p>
<p>L’annosa questione “ <strong>indicatori”</strong> è complessa e grazie a due eventi, <a href="http://sites.google.com/site/compubblicaer/home/incontro-3-marzo-2011" target="_blank">Valutare i siti web delle Istituzioni</a> e il <a href="http://barcamp.org/w/page/35368302/openpa2011er" target="_blank">Barcamp OpenPA</a>, ho potuto presentare alcuni dati che, da più punti di vista, valutano TagBoLab.</p>
<div>Per  migliorare l’analisi, sia quantitativa che qualitativa, quali   possono essere altri dati?</div>
<div><a href="http://giovanniarata.tumblr.com/" target="_blank">Giovanni Arata</a> mi suggeriva di analizzare la   quantità  di retweet per ognuno dei  profili twitter degli studenti: mi   sembra  ottimo punto di vista che  indaga la qualità dello “stare on   line”.</div>
<div>Poi?  Avete altri indicatori da suggerirmi?</div>
<div id="__ss_7243531" style="width: 425px;">
<p><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Tagbolab barcamp bo11 marzo" href="http://www.slideshare.net/crossmic/tagbolab-barcamp-bo11-marzo">Tagbolab barcamp bo11 marzo</a></strong></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/crossmic">Michele d&#8217;Alena</a></div>
</div>
</blockquote>
<p><em>[Leggi l'articolo direttamente sul blog di <a href="http://www.micheledalena.it">Michele D'Alena</a>]</em></p>
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		<title>Infocalypse</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 16:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[attention]]></category>
		<category><![CDATA[curation]]></category>
		<category><![CDATA[infonomics]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[social_media]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>

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		<description><![CDATA[Pier Luca Santoro ha trovato un interessante report di Science magazine, dal titolo The World&#8217;s Technological Capacity to Store, Communicate, and Compute Information, e lo usa per tornare su un punto che condivido perfettamente (e che ho anche cercato di interpretare immodestamente alimentando questo aggregatore): qualcosa che ci riporta al ruolo dei monaci amanuensi. L’avvento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amanuense"><img class="alignright" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/00/Escribano.jpg/250px-Escribano.jpg" alt="" width="200" /></a><a href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/02/15/infocalypse/">Pier Luca Santoro</a> ha trovato un interessante report di Science magazine, dal titolo <a title="The World's Technological Capacity to Store, Communicate, and Compute Information" href="http://www.sciencemag.org/content/early/2011/02/09/science.1200970.abstract" target="_blank">The World&#8217;s Technological Capacity to Store, Communicate, and Compute Information</a>, e lo usa per tornare su un punto che condivido perfettamente (e che ho anche cercato di interpretare immodestamente alimentando questo aggregatore): qualcosa che ci riporta al ruolo dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amanuense">monaci amanuensi</a>.</p>
<blockquote><p>L’avvento dell’era digitale ha provocato un <a title="In 2007, all the general-purpose computers in the world computed 6.4 x 10^18 instructions per second, in the same general order of magnitude as the number of nerve impulses executed by a single human brain. Doing these instructions by hand would take 2,200 times the period since the Big Bang." href="http://uscnews.usc.edu/science_technology/how_much_information_is_there_in_the_world.html" target="_blank">esplosione</a> della comunicazione e dell’informazione. La crescita di internet, la televisione 24/h e la telefonia mobile fanno si che attualmente ciascuno di noi attualmente riceva un numero di informazioni 5 volte superiori rispetto  al 1986.</p>
<p>Lo studio statunitense <a title="The World's Technological Capacity to Store, Communicate, and Compute Information" href="http://www.sciencemag.org/content/early/2011/02/09/science.1200970.abstract" target="_blank">pubblicato</a> pochi giorni fa su Science Magazine, <a title="Using the analogy of an 85 page newspaper, they found that in 1986 we received around 40 newspapers full of information every day but this had rocketed to 174 in 2007. " href="http://www.telegraph.co.uk/science/science-news/8316534/Welcome-to-the-information-age-174-newspapers-a-day.html" target="_blank">segnalato</a> dal Telegraph, rende molto bene l’idea del fenomeno utilizzando la metafora proprio dei giornali. Allo stato attuale riceviamo una quantità giornaliera di informazioni pari a 174 quotidiani e ciascuno di noi mediamente produce, in termini di comunicazione ed informazione, l’equivalente di 6 giornali al giorno.</p>
<p>Sono dinamiche ottimamente sintetizzate dal grafico pubblicato dal <a title="Exabytes: Documenting the 'digital age' and huge growth in computing capacity" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2011/02/10/AR2011021004916.html" target="_blank">Washington Post</a> che ne documenta mezzi e dimensioni.</p>
<p>In queste condizioni la vera sfida è su come <a title="Segnali forti della concretezza del messaggio di David Scott Meerman che nel suo libro, tradotto in 26 lingue, &lt;&lt;The New Rules of Marketing &amp; PR&gt;&gt;, suggeriva ai marketers di “earn their way in”." href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/01/25/attrarre-lattenzione-dellutenza/" target="_blank">attrarre</a> a sè, al proprio messaggio, alla propria comunicazione ed al proprio mezzo  l’attenzione dell’utenza, come suggerisce Steve Rubel quando parla di “<a title="Attentionomics: Captivating Attention in the Age of Content Decay" href="http://www.steverubel.com/attentionomics-captivating-attention-in-the-a" target="_blank">attentionomics</a>“, riferendosi esattamente alle attenzioni ed alle modalità da utilizzare nell’era del decadimento dell’attenzione.</p>
<p>In un mondo di <a title="In a similar manner to our universe, the Internet is expanding at an incredibly rapid pace, reaching new levels of information storage and content creation every second. Perpetuated by the growth of the Internet users alongside of the migration of analog data to a digital format, the Internet has grown and will continue to grow at breakneck speed for some time to come " href="http://www.flowtown.com/blog/have-we-reached-a-world-of-infinite-information#ixzz1C2ocuQqp" target="_blank">informazioni infinite</a> il bisogno di soggetti autorevoli che selezionino, rielaborino ed aggreghino contenuti è sempre più pressante. La capacità di farlo concretamente soddisfacendo quest’area di bisogno, ed al tempo stesso l’innato bisogno di socialità dell’uomo e della notizia, è la sfida che si pone per la creazione di valore aggiunto e del relativo riconoscimento/ritorno economico in ambito editoriale.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2011/02/10/AR2011021004916_2.html?sid=ST2011021100514"><img class="aligncenter" src="http://media3.washingtonpost.com/wp-dyn/content/graphic/2011/02/11/GR2011021100614.jpg" alt="" width="450" /></a><span id="more-2166"></span><br />
A me piace immaginare questi selezionatori e rielaboratori di informazioni, come i tarli le cui larve si nutrono della carta dei libri antichi (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ANobii">anobii</a>)</p>
<blockquote><p>Il nome aNobii deriva dal nome dell’Anobium punctatum, il &#8220;tarlo della carta&#8221;; nei paesi anglosassoni con questo epiteto viene metaforicamente indicato chi passa molto tempo sui libri</p></blockquote>
<p>Anche se gia&#8217; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amanuense">all&#8217;epoca</a>  avevano compreso che </p>
<blockquote><p>ai fini della critica testuale, l&#8217;opera di amanuensi di professione, molto più fedele all&#8217;esemplare che trascrive, è in generale più sicura di quella del copista occasionale o dello studioso che aveva la tendenza a interpretare il testo.</p></blockquote>
<p><em>[Per la brevita' dell'articolo, l'ho riportato interamente: l'originale e' nel blog di Pier Luca Santoro, <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/02/15/infocalypse/">Il Giornalaio</a>]</em></p>
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