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	<title>ecosistema 2.0 &#187; Politica</title>
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	<description>Oggi abitiamo un ecosistema aumentato che non fa salti tra reale e virtuale</description>
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		<title>Una serata liquida, con Bauman a Padova</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 07:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Credo che sentire Zygmunt Bauman parlare dal vivo a Padova restera&#8217; un evento irripetibile (naturalmente gli auguro 100 anni ancora di vita liquida e felice). Una &#8220;bella mente&#8221;, lucida e pacata anche nei passaggi piu&#8217; scomodi. Proprio perche&#8217; scambiarsi figurine del mondo e&#8217; una delle attivita&#8217; sociali piu&#8217; antiche, un gioco a cui non perderemo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=204011976307894"><img style="float: right; margin-left: 10px;" title="bauman" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/187906_204011976307894_4679131_n.jpg" alt="bauman" width="200" height="269" /></a>Credo che sentire <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman">Zygmunt Bauman</a> parlare dal vivo a Padova restera&#8217; un evento irripetibile (naturalmente gli auguro 100 anni ancora di vita liquida e felice). Una &#8220;bella mente&#8221;, lucida e pacata anche nei passaggi piu&#8217; scomodi. Proprio perche&#8217; <em>scambiarsi figurine del mondo</em> e&#8217; una delle attivita&#8217; sociali piu&#8217; antiche, un gioco a cui non perderemo mai voglia di giocare, ne sono uscito veramente appagato, e forse proprio rigenerato.</p>
<p>Naturalmente Bauman ha fatto una diagnosi, ma non ha prescritto medicine, e questo non ha risolto l&#8217;ansia di molti di fronte alla liquidita&#8217;. Del tutto artificiali sono sembrati sia il &#8220;felici&#8221; ficcato nel titolo (&#8220;Vite liquide: essere felici e moderni&#8221;), sia la sua frase conclusiva sulla &#8220;speranza che e&#8217; dura a morire&#8221; (rifrasata). Ma forse qualche utile indicazione tra le righe c&#8217;era&#8230; visto che ha parlato di transizione e di responsabilita&#8217; individuale.</p>
<p>Grazie all&#8217;<a href="http://www.fondazionecariparo.it/dett_attivita.php?id=94">organizzazione</a> che ha reso possibile questo evento, effettivamente una perla rara in veneto: di eventi del genere non ce ne saranno mai abbastanza. Di fronte ad un simile risultato, qualche disguido sulle registrazioni all&#8217;evento non trascritte, e perfino su carte d&#8217;identita&#8217; perse (veniva trattenuta a garanzia delle cuffiette), passa in secondo piano. Comunque lo segnalo perche&#8217; note stonate del genere rappresentano sicuramente uno spazio di miglioramento, oltre che un grosso fastidio per chi le subisce. Anche la comunicazione promozionale potrebbe essere migliorata, e anzi riporto un link all&#8217;articolo su <a href="http://www.padovanews.it/notizie-di-padova-e-provincia/arte-e-cultura/96838-zygmunt-bauman-a-padova-apre-la-rassegna-qsegnavie-2011q-vite-liquide-essere-felici-e-moderni">PadovaNews</a>, che sicuramente presentava l&#8217;evento con maggiore precisione.<br />
<span id="more-2652"></span><br />
Al giornalista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Di_Vico">Dario Di Vico</a> riconosco il prestigioso ma difficile compito di porre domande ad un pensatore riconosciuto tra i piu&#8217; illuminati della fine secolo scorso e contemporanei, la cui nota inclinazione e&#8217; quella di parlare a braccio, fuori dagli schemi proposti, e soprattutto di essere lui a porre le domande alla platea. In questi casi l&#8217;umilta&#8217; non e&#8217; mai troppa, e insistere nell&#8217;esercitare un ruolo che l&#8217;interlocutore non ti riconosce, non aiuta a onorare nel modo migliore il compito affidato, pur arrivando con un&#8217;ottima preparazione.</p>
<p>Di quanto ci ha regalato Bauman, ho la sensazione che non contenesse molto di nuovo rispetto a quanto aveva gia&#8217; scritto o detto altrove, o almeno spero di non essermelo perso. Qui il <a href="http://friendfeed.com/search?q=%23bauman+friends%3Aginotocchetti?v=3&amp;num=10" target="_blank">twit stream</a> (piu&#8217; sotto il mio, che e&#8217; arrivato in tempo differito per i motivi che gli amici piu&#8217; intimi sanno <img src='http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  . Su questa pagina era disponibile il <a href="http://www.fondazionecariparo.it/dett_attivita.php?id=97">live stream</a> dell&#8217;evento: speriamo che ne ricavino un video.</p>
<p>Chiudere poi una serata, dopo che Bauman ci aveva parlato di ansia, incertezza, insicurezza, solitudine, comunita&#8217; che si liquefano, noi tutti seduti invece <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=204011976307894">intorno a un tavolo</a>, sereni, allegri, intrecciati in rete, non ha prezzo! &#8230; per tutto il resto c&#8217;e&#8217; &#8230; <img src='http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>[rieditato alle 10:30 del 28 maggio]</em></p>
<p><a title="Gino Tocchetti" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti">Il mio twit stream</a>:</p>
<div><img src="http://a1.twimg.com/profile_images/364871970/gino_a_rubano_small_normal.jpg" alt="Gino Tocchetti" width="48" height="48" /></div>
<p>non voglio essere considerato pessimista, ne&#8217; ottimista. la speranza e&#8217; l&#8217;ultima a morire (ndr: evabbe&#8217;) <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="2:11 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74266516345991168">[link]</a></p>
<p>I social media fanno sentire vicine le persone lontane, ma lontane le persone vicine (forse) <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="2:09 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74265914866016257">[link]</a></p>
<p>la responsabilita&#8217; e&#8217; nostra (come ci ha insegnato socrate)  <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="2:09 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74265890396446720">[link]</a></p>
<p>riprendendo gramsci siamo in un interregno, non credo che la liquidita&#8217; sia l&#8217;immagine dell&#8217;umanita&#8217; futura  <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="2:06 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74265178534981632">[link]</a></p>
<p>nessuno e&#8217; in grado di intervenire nello spazio dei flussi (castells) <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="2:03 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74264394321760256">[link]</a></p>
<p>i governi promettono sicurezza (una volta promettevano liberta&#8217;) ma non sono in grado di darla <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:52 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74261764119859200">[link]</a></p>
<p>perche&#8217; fb vale tanto? l&#8217;oro di facebook e&#8217; nella paura di essere abbandonati <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:50 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74261101965099008">[link]</a></p>
<p>non abbiamo piu&#8217; community che ci forniscono identita&#8217;, modelli, sicurezza: al loro posto ora ci sono i network <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:48 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74260838336311296">[link]</a></p>
<p>oggi la cultura e&#8217; una collezione di offerte, oggi sono se sono in tv (per i poveri la tv e&#8217; sostituita da fb) <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:47 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74260452871389184">[link]</a></p>
<p>non abbiamo piu&#8217; cultura in grado di creare unione (nel 900 ci aveva permesso di creare stati nazione) <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:45 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74259879765884928">[link]</a></p>
<p>anche se sapessimo cosa fare, non sapremmo chi lo deve fare <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:43 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74259459819581440">[link]</a></p>
<p>abbiamo potere (capacita&#8217; di fare) ma non abbiamo politica (capacita&#8217; di dire cosa fare) <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:43 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74259378320056320">[link]</a></p>
<p>siamo ora disposti a dare un po&#8217; di liberta&#8217; per piu&#8217; sicurezza <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a title="1:41 AM May 28th" href="http://twitter.com/#%21/ginotocchetti/status/74258879449546752">[link]</a></p>
<p>siamo liberi come mai prima, ma questo genera insicurezza: <a title="#bauman" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23bauman">#bauman</a> <a title="#segnavie2011" rel="nofollow" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23segnavie2011">#segnavie2011</a> <a href="http://twitter.com/#!/ginotocchetti/status/74257441298202624">[link]</a></p>
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		<title>L’esplosione della politica</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 10:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Recupero con qualche settimana di ritardo {ndr: intenzionalmente lascio che l&#8217;hype del momento decanti&#8230;] questo bell&#8217;articolo di Michele D&#8217;Alena sulle profonde trasformazioni che stanno investendo la politica per effetto delle reti sociali e internet. I media, sempre più social, permettono di recuperare una sorta di intimità con la propria comunità. Comunità che può essere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-content/uploads/2011/05/ijf.jpg"><img style="float: right;" title="ijf" src="http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-content/uploads/2011/05/ijf.jpg" alt="ijf" width="102" height="121" /></a>Recupero con qualche settimana di ritardo {ndr: intenzionalmente lascio che l&#8217;hype del momento decanti&#8230;] questo bell&#8217;articolo di <a href="http://www.micheledalena.it/2011/04/lesplosione-della-politica/">Michele D&#8217;Alena</a> sulle profonde trasformazioni che stanno investendo la politica per effetto delle reti sociali e internet.</p>
<blockquote><p>I media, sempre più social, permettono di recuperare una sorta di intimità con la propria comunità. Comunità che può essere di elettori, clienti, fornitori, vicini di casa, utenti, consumatori ma, considerate le prossime elezioni, il campo della politica, anche grazie alla storica mancanza di trasparenza, diventa terreno da tener d’occhio. [...]</p>
<p>Il dialogo tra leader e comunità diventa l’obiettivo, dando nuova energia all’idea di condottiero carismatico, tanto caro a Max Weber. E di fronte alla crisi dei partiti e all’immobilismo di gran parte dei media, la posta in gioco è evidente visto che una nuova interazione è possibile ma l’errore più grosso è vedere i nuovi media senza un progetto più ampio. [...]</p></blockquote>
<p>Leggetelo tutto! vedrete che e&#8217; molto ricco. Sul blog di <a href="http://www.micheledalena.it/2011/04/lesplosione-della-politica/">Michele d&#8217;Alena</a></p>
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		<title>Il Discorso di De Benedetti all’International Journalism Festival 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 01:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Pier Luca Santoro ha commentato il key note di Carlo de Benedetti all’International Journalism Festival su giornali e giornalismo, e qui sotto e&#8217; la word cloud realizzata dal suo discorso integrale, [Leggi l'articolo intero sul blog Il Giornalaio, di Pier Luca Santoro]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/04/16/il-discorso-di-de-benedetti-allinternational-journalism-festival-2011/">Pier Luca Santoro</a> ha commentato il key note di Carlo de Benedetti all’International Journalism Festival su giornali e giornalismo, e qui sotto e&#8217; la word cloud realizzata dal suo <a title="La versione integrale del keynote speech di Carlo De Benedetti, presidente Gruppo Espresso." href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/21390/" target="_blank">discorso integrale</a>,<br />
<a href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/04/16/il-discorso-di-de-benedetti-allinternational-journalism-festival-2011/"><img class="aligncenter" title="debenedetti" src="http://giornalaio.files.wordpress.com/2011/04/word-cloud-de-benedetti.jpg?w=500&amp;h=315" alt="debenedetti" width="450" /></a></p>
<p>[Leggi l'articolo intero sul blog <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2011/04/16/il-discorso-di-de-benedetti-allinternational-journalism-festival-2011/">Il Giornalaio</a>, di Pier Luca Santoro]</p>
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		<title>Confindustria 2.0, grazie a @limprenditore</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/2572/confindustria-2-0-grazie-a-limprenditore/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 06:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Government]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Come non rilanciare l&#8217;articolo de @limprenditore, dopo la sua performance all&#8217;Assise di Confindustria, in cui ha dimostrato il potere dirompente dei social media (e&#8217; stato rotto infatti il mandato di tenere la riunione a porte chiuse), e ripresa ampiamente anche dai media nazionali. Andy Warhol diceva che ognuno sarà famoso per un quarto d&#8217;ora. Oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.confindustria.it/aree/assise.nsf/prehome?openform"><img class="alignright" title="confindustria" src="http://www.confindustria.it/Conf2007/img/logoMedSx.png" alt="confindustria" width="200" height="55" /></a>Come non rilanciare l&#8217;articolo de <a href="http://blog.imprenditore.me/2011/05/assisse-confindustria-star-for-one-day.html">@limprenditore</a>, dopo la sua performance all&#8217;Assise di Confindustria, in cui ha dimostrato il potere dirompente dei social media (e&#8217; stato rotto infatti il mandato di tenere la riunione a porte chiuse), e ripresa ampiamente anche dai media nazionali.</p>
<blockquote><p>Andy Warhol diceva che ognuno sarà famoso per un quarto d&#8217;ora. Oggi era il mio turno.</p>
<p>Credo che tutto sia nato da Repubblica che ha colto l&#8217;occasione di un mio tweet un po&#8217; deluso che diceva &#8220;<a title="#assise" rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/search?q=%23assise">#assise</a> la maggior parte degli interventi confusi e noiosi. Meglio che non ci siano giornalisti a sentire questa roba. Proposte poche&#8221;.</p>
<p>Sgombero subito il campo, stamattina ci sono stati 54 interventi, io  frequento queste cose da qualche anno, e non è certo la prima volta che  twitto da un convegno.<br />
Difficile avere nuove idee, perché se Abete può leggere l&#8217;introduzione  delle assise 1992 e i problemi sono ancora quelli, il problema non sono  le nostre idee sempre uguali, ma che in questo paese le cose non  cambiano mai.</p>
<p>Giustamente <a href="https://twitter.com/#%21/stefanoepifani">Stefano Epifani</a> ha detto &#8220;ma la vera notizia è ciò che ha detto @<a rel="nofollow" href="http://twitter.com/limprenditore">limprenditore</a> o il fatto che i giornali l&#8217;abbiano ripreso? O entrambe le cose? <a title="#dubbi" rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/search?q=%23dubbi">#dubbi</a> <a title="#ditoeluna" rel="nofollow" href="https://twitter.com/#%21/search?q=%23ditoeluna">#ditoeluna</a>&#8220;. [...]</p></blockquote>
<p>Sorprende (?) come scuotere il rigor mortis istituzionale sia considerato ancora atto eversivo dai media (istituzionali). Marcegaglia aveva detto: &#8220;Vogliamo essere attori del cambiamento di tutto il paese&#8221;. E @limprenditore l&#8217;ha presa in parola&#8230; <img src='http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>[Continua a leggere l'articolo sul blog "<a href="http://blog.imprenditore.me/2011/05/assisse-confindustria-star-for-one-day.html">Pensieri in liberta' di un imprenditore</a>", anzi, ti consiglio di importarlo nel feed reader]</em></p>
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		<title>La nuova finanza per l’innovazione sociale: opportunità e rischi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 01:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[modelli_sostenibili]]></category>
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		<description><![CDATA[Alberto Cottica torna su un tema scottante, che avevamo affrontato gia&#8217; nel Veneziacamp2010, cioe&#8217; la sostenibilita&#8217; economica delle iniziative di innovazione sociale. Sto lavorando nel campo delle politiche pubbliche per l’innovazione sociale, e l’innovazione sociale ha un problema di accesso ai capitali. Ovvio: i progetti degli innovatori sociali, anche se generano ricavi e perfino profitti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cottica.net/2011/02/09/la-nuova-finanza-per-linnovazione-sociale-opportunita-e-rischia-new-finance-for-social-innovation-why-its-coming-and-whats-at-stake/?"><a href="http://www.cottica.net/"><img class="alignright" title="Without Money" src="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2011/02/money-by-Toban-Black.jpg" alt="Without Money" width="150" />Alberto Cottica</a> torna su un tema scottante, che avevamo affrontato gia&#8217; nel Veneziacamp2010, cioe&#8217; la sostenibilita&#8217; economica delle iniziative di innovazione sociale.</p>
<blockquote><p>Sto lavorando nel campo delle politiche pubbliche per l’innovazione sociale, e l’innovazione sociale ha un problema di accesso ai capitali. Ovvio: i progetti degli innovatori sociali, anche se generano ricavi e perfino profitti, sono orientati soprattutto a produrre benefici, appunto, sociali. Il capitale, però, cerca una remunerazione monetaria, non sociale. I benefici sociali dell’investimento, anche quando investitori illuminati vi prestano attenzione (nel cosiddetto <em>impact investment</em>), restano in secondo piano.</p>
<p>La settimana scorsa, a Londra, ho parlato a lungo di queste cose con <a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','karlhrichter.wordpress.com']);" href="http://karlhrichter.wordpress.com/">Karl Richter</a>, un giovane architetto trasformatosi in finanziere passando dalla rigenerazione urbana. Lui e altri disegnano strumenti finanziari per l’innovazione sociale. Per esempio, una linea di lavoro consiste nell’impacchettare due fonti finanziarie diverse: un nucleo di “capitale filantropico”, interessato soprattutto ai rendimenti sociali, e uno strato periferico di <em>impact capital</em> in cerca di rendimenti finanziari di mercato, ma che comunque vuole investire responsabilmente. L’impacchettamento avviene in modo che il capitale filantropico sia in prima linea nel coprire le perdite (o i rendimenti al di sotto di quelli di mercato) nel caso l’investimento vada male. In questo modo gli investitori non filantropici sono garantiti; e i benefici del capitale filantropico vengono moltiplicati, perché un euro di capitale filantropico, attirando <em>impact capital</em>, va ad attivarne tre di credito sull’investimento. [...]</p></blockquote>
<p>Nell&#8217;articolo che invito a leggere per intero sul suo <a href="http://www.cottica.net/2011/02/09/la-nuova-finanza-per-linnovazione-sociale-opportunita-e-rischia-new-finance-for-social-innovation-why-its-coming-and-whats-at-stake/">blog</a>, conclude con questa riflessione:</p>
<blockquote><p>Vedete, non basta convogliare finanza sull’innovazione sociale. Occorre farlo <em>senza distorcere gli incentivi che rendono gli innovatori sociali così bravi in quello che fanno</em>. Per questo serve una comprensione dell’emergenza dei fenomeni economici e sociali molto migliore di quella che abbiamo adesso, e serve subito. Su questo tema ho iniziato a collaborare con il gruppo di David Lane all’<a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.ecltech.org']);" href="http://www.ecltech.org/ecltech_j/">European Centre for Living Technology</a>, e spero di potere dare un contributo utile.</p></blockquote>
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		<title>Governo 2.0, di Gigi Cogo</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/1973/governo-2-0-di-gigi-cogo/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 22:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Government]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[edemocracy]]></category>
		<category><![CDATA[egov]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto alcuni frammenti dell&#8217;articolo di Gigi Cogo sul documento: United Nations E-Government Survey 2010 e in particolare sul concetto di “Government 2.0” che ho trovato sintetico, essenziale, chiaro e che ho provato a tradurre: …”The idea of ‘government 2.0’ is generally associated with the use of social media by the public sector. Recently, the notion [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto alcuni frammenti dell&#8217;articolo di Gigi Cogo sul documento: <a href="http://www2.unpan.org/egovkb/global_reports/10report.htm" target="_blank">United Nations E-Government Survey 2010</a> e in particolare sul concetto di “<strong>Government 2.0</strong>”</p>
<blockquote><p>che ho trovato sintetico, essenziale, chiaro e che ho provato a tradurre:</p>
<p>…”<em>The idea of ‘government 2.0’ is generally associated with the use of social media by the public sector. Recently, the notion has assumed greater definition through its association with government as a ‘plat- form’ or provider of data and services for others to exploit as they see fit. Advocates for the concept of government as a platform privilege the role that governments should play as providers of web services, allowing third parties to innovate by building upon government data and applications. They believe that if governments provide data in a non-proprietary and predictable format, third parties are more likely to maximize the value of this information, hence providing services that better respond to users’ expectations and needs</em>…”</p>
<p>ovvero:</p>
<p><strong>L’idea di ‘governo 2.0′ è generalmente associata all’uso dei social media da parte del settore pubblico. Recentemente, il concetto ha assunto una definizione più chiara attraverso l’associazione all’idea di ‘governo come piattaforma’ o governo provider di dati e servizi per altri soggetti che li possano poi sfruttare come meglio credono.</strong></p>
<p><strong>I sostenitori del concetto di “governo come piattaforma” tendono a preferire un ruolo della Pubblica Amministrazione quale fornitore di servizi web, in modo da consentire a soggetti terzi di innovare facendo leva sui dati e sulle applicazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione stessa.</strong></p>
<p><strong>Secondo gli assertori di questa teoria, se i governi si limitassero a fornire i dati in formato non proprietario, questi stessi set di dati favorirebbero consentirebbero agli attori terzi della PA (fornitori, outsourcer, consulenti, ecc.) la possibilità di massimizzare il valore di queste informazioni, per poter fornire servizi più rispondenti alle aspettative degli utenti finali.</strong></p>
<p>Questo concetto risponde un po’ anche ai dubbi sollevati sull’art. 5 del <a href="http://www.datagov.it/il-manifesto/" target="_blank">Manifesto dell’Open Government</a>.</p></blockquote>
<p><em>[Leggi tutto l'articolo originale e le slide per la lezione che terra' a Palermo a marzo, nel blog <a href="http://www.webeconoscenza.net/2011/02/07/governo-2-0/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+webeconoscenza%2FfPQu+%28Webeconoscenza%29&#038;utm_content=Google+Reader">Webeconoscenza</a> di Gigi Cogo]</em></p>
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		<title>Agenda Digitale per l&#8217;Italia, di Stefano Quintarelli</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/1905/agenda-digitale-per-litalia-di-stefano-quintarelli/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 10:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovo Rinascimento]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal blog di AgendaDigitale, riprendiamo l’articolo di Stefano Quintarelli apparso sul sito del Sole 24 Ore (Agenda digitale per l’Italia): In Australia, l’anno scorso, la strategia sulla rete digitale è diventata per i media «uno dei punti di divergenza più drammatici tra i partiti in campagna elettorale». Dopo le elezioni, sono risultati decisivi i parlamentari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agendadigitale.org/"><img src="http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-content/uploads/2011/02/agendadigitale21.jpg" alt="Agenda Digitale" title="agendadigitale2" width="200" style="float:right;margin-left:10px" /></a>Dal blog di <a href="http://www.agendadigitale.org/blog/page/4/">AgendaDigitale</a>, riprendiamo l’articolo di Stefano Quintarelli apparso sul sito del Sole 24 Ore (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-02-04/agenda-digitale-litalia-081245.shtml?uuid=AaV8jV5C" target="_blank">Agenda digitale per l’Italia</a>):</p>
<blockquote><p>In Australia, l’anno scorso, la strategia sulla rete digitale è diventata per i media «uno dei punti di divergenza più drammatici tra i partiti in campagna elettorale». Dopo le elezioni, sono risultati decisivi i parlamentari indipendenti che hanno orientato il loro voto verso i Labor proprio per il programma di rete in fibra più coraggioso.</p>
<p>Il commissario europeo per la Società dell’Informazione, Neelie Kroes, ha lanciato l’Agenda digitale europea per indicare la strategia fino al 2020 e la considera elemento cardine di sviluppo e sostenibilità socioeconomica.</p>
<p>Secondo uno studio di Boston Consulting Group, nel Regno Unito la «internet economy» vale il 7,2% del Pil, più del settore sanitario, e il governo ha sviluppato il piano «Digital Britain» per garantire al paese un futuro tra le maggiori economie del sapere digitale. Il Technology Strategy Board ha definito le linee guida strategiche per settori fortemente condizionati dalle tecnologie digitali quali l’Ict, l’elettronica e la fotonica, la generazione e fornitura di energia, i materiali avanzati e la manifattura ad alto valore aggiunto.</p>
<p>L’Italia affronta da tempo un ritardo, non solo economico, ma anche infrastrutturale e culturale, rispetto alle principali economie occidentali. Abbiamo subito una perdita di competitività anche rispetto ai nostri principali partner europei. Tra il 1998 e il 2008 il costo del lavoro per unità di prodotto nel settore privato è aumentato del 24 per cento in Italia, del 15 in Francia; è diminuito in Germania. L’affermarsi dell’economia della rete digitale rende necessario affrontare trasformazioni radicali dei modelli di sviluppo. Secondo un rapporto del l’International Telecommunication Union al mondo ci sono 161 paesi che si sono dotati di una strategia digitale, ma l’Italia non è in questo elenco.</p>
<p>Non mancano le iniziative significative in Italia. Ma non c’è una visione né un dibattito politico in materia. Eppure, molti studi indicano che i differenziali di crescita e di produttività che si sono sviluppati negli ultimi 10 anni tra i principali paesi sono spiegati dalla diversa intensità con cui imprese, pubbliche amministrazioni e individui hanno investito in Ict. Per questo molte persone si sono unite all’appello per un’Agenda digitale per l’Italia che si trova su www.agendadigitale.org.</p></blockquote>
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		<title>Civil Society 2.0, by Hillary Clinton</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/1874/civil-society-2-0-by-hillary-clinton/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 16:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovo Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Open Government]]></category>
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		<category><![CDATA[edemocracy]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal discorso di Hillary Clinton, &#8220;Internet Rights and Wrongs: Choices &#38; Challenges in a Networked World&#8220;: So we are playing for the long game. Unlike much of what happens online, progress on this front will be measured in years, not seconds. The course we chart today will determine whether those who follow us will get [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://photos.state.gov/libraries/italy/164264/Images_001_001/20110216Internet205.jpg" alt="Hillary Clinton" style="float:right;margin-left:10px" />Dal discorso di Hillary Clinton, &#8220;<a href="http://italy.usembassy.gov/policy/internet-freedom-2011.html">Internet Rights and Wrongs: Choices &amp; Challenges in a Networked World</a>&#8220;:</p>
<blockquote><p>So we are playing for the long game. Unlike much of what happens online, progress on this front will be measured in years, not seconds. The course we chart today will determine whether those who follow us will get the chance to experience the freedom, security, and prosperity of an open internet.</p>
<p>As we look ahead, let us remember that internet freedom isn’t about any one particular activity online. It’s about ensuring that the internet remains a space where activities of all kinds can take place, from grand, ground-breaking, historic campaigns to the small, ordinary acts that people engage in every day.<br />
[...]<br />
Internet freedom is about defending the space in which all these things occur so that it remains not just for the students here today, but your successors and all who come after you. This is one of the grand challenges of our time. We are engaged in a vigorous effort against those who we have always stood against, who wish to stifle and repress, to come forward with their version of reality and to accept none other. We enlist your help on behalf of this struggle. It’s a struggle for human rights, it’s a struggle for human freedom, and it’s a struggle for human dignity.</p></blockquote>
<p>[Leggi tutto il discorso sul sito dell'<a href="http://italy.usembassy.gov/policy/internet-freedom-2011.html">Ambasciata USA in Italia</a>]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Competitività e crescita con i dati liberati</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/1799/competitivita-e-crescita-con-i-dati-liberati/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Government]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[civic_hacking]]></category>
		<category><![CDATA[edemocracy]]></category>
		<category><![CDATA[egov]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo molto interessante di Gigi Cogo: ne riprendo alcuni passaggi, ma e&#8217; da leggere tutto qui. Entrambi indicano la strada chiara e irrinunciabile che dovrebbe portare le amministrazioni pubbliche a “fornire i dati in formato non proprietario”, dunque a liberarli. Per fare cosa? Negli ultimi mesi ho avuto modo di conversare con diversi decisori (amministratori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo molto interessante di <a href="http://www.webeconoscenza.net/2011/02/13/competitivita-e-crescita-con-i-dati-liberati/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+webeconoscenza%2FfPQu+%28Webeconoscenza%29&amp;utm_content=Google+Reader">Gigi Cogo</a>: ne riprendo alcuni passaggi, ma e&#8217; da leggere tutto <a href="http://www.webeconoscenza.net/2011/02/13/competitivita-e-crescita-con-i-dati-liberati/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+webeconoscenza%2FfPQu+%28Webeconoscenza%29&amp;utm_content=Google+Reader">qui</a>.</p>
<p>Entrambi indicano la strada chiara e irrinunciabile che dovrebbe portare le amministrazioni pubbliche a “<strong>fornire i dati in formato non proprietario”</strong>, dunque a liberarli. Per fare cosa?</p>
<blockquote><p>Negli ultimi mesi ho avuto modo di conversare con diversi decisori (amministratori, dunque politici) e non ho trovato ostacoli sulla filosofia generale, sul paradigma complessivo. Ho trovato difficoltà a comprendere i <strong>VANTAGGI</strong>! Ho scritto vantaggi in grassetto per enfatizzare un principio dal quale è difficile sottrarsi: ogni decisore (nel contesto italiano) vede il vantaggio in termini di consenso personale o di gruppo e difficilmente in termini di crescita complessiva del sistema. Da questo non possiamo prescindere. [...]</p></blockquote>
<blockquote><p>Dunque <a href="http://www.whitehouse.gov/open/blog" target="_blank">non siamo l’america</a>, non abbiamo una <a href="http://www.whitehouse.gov/omb/assets/memoranda_2010/m10-06.pdf" target="_blank">direttiva</a>, non abbiamo una <a href="http://www.data.gov/" target="_blank">piattaforma</a>, non abbiamo una <a href="http://www.scribd.com/doc/31371288/Open-Data-Su-Nova-13-maggio-2010" target="_blank">strategia</a>. [...]</p></blockquote>
<p><span id="more-1799"></span></p>
<blockquote><p>” <strong>Il civic hacking è una pratica indotta dal senso civico che presuppone una certa dimestichezza con le tecnologie digitali, atta a utilizzare dati pubblici, liberati, per sviluppare applicazioni che portino benefici tangibili alla collettività</strong>“. [...]</p></blockquote>
<blockquote><p>Queste pratiche sono facilmente traducibili in paradigma ma difficilmente comprensibili se non provate sul campo (…vivere l’esperienza…) e tradotte in <strong>VANTAGGIO</strong>!<br />
Per fare ciò, c’è bisogno di tecnici, di esperti, di smanettoni, insomma di programmatori che con degli strumenti appositi siano in grado di accedere alle informazioni presenti su un sito web (più esattamente sul server web del fornitore di informazioni) e di estrarle in una forma <a href="http://www.titticimmino.com/2010/12/24/linked-open-data-perche-solo-open-data-non-basta-neppure-in-italia/" target="_blank">strutturata</a> ma <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/03/15/raw-data-now/" target="_blank">GREZZA</a>, e predisporle per un riutilizzo applicativo. [...]</p></blockquote>
<blockquote><p><img title="kennedy" src="http://4pidlq.bay.livefilestore.com/y1pa8vd3_4l9zLXYoyyhKRm3ibDdkOJuX6zLvoQm6wvGg2m08_eRFyN7kqUEE97UhK__aouNEIi8hJ1p-KDVp4q7Jp58aXc7Xtr/Senza%20titolo.png?psid=1" alt=" Competitività e crescita con i dati liberati" width="450" /></p></blockquote>
<blockquote><p>Dunque non resta altro che rimboccarsi le maniche, far propri i principi e la spinta propulsiva dell’eParticipation e prepararsi a dimostrare con atti concreti che la strada è percorribile. Scateniamo l’inferno con dei contest, raduniamo i programmatori più capaci, raccogliamo i dati e riversiamoli grezzi e liberi dentro applicazioni utili.</p>
<p>Ma sto usando il noi, e forse mi riferisco a <a href="http://manifestopa.pbworks.com/" target="_blank">cenacoli</a>, <a href="http://www.datagov.it/chi-siamo/" target="_blank">gruppi</a>, <a href="http://www.agendadigitale.org/sottoscrittori/" target="_blank">movimenti</a>. Può bastare? No, perchè non abbiamo l’infrastruttura dove riversare le applicazioni e, forse, ci vorrebbe un partner. Ma allora il mondo Open si scandalizzerebbe perchè Open significa anche senza privilegi e contributi.<br />
Su questo tema sono andato a spulciare l’esempio che spesso cito nelle mie slides o nei miei interventi pubblici. Mi riferisco a Apps for Democracy che rappresenta un modello ancor oggi valido di contest. Ecco, anche in questo caso il contributo del main sponsor è fondamentale, ed è <a href="http://www.appsfordemocracy.org/partners/" target="_blank">in parte governativo e in parte privato</a>.</p></blockquote>
<blockquote><p><strong>Il movimento Open Data dovrebbe essere promosso dal governo come un diritto inaleniabile dei cittadini, oltre che per un risparmio sui costi del controllo e per l’entrata del Paese Italia nell’economia immateriale della PSI, promossa dall’ Unione Europea tra gli altri, e per permettere l’esercizio di un controllo sull’operato a lungo termine sulla cosa pubblica, cioè il nostro patriminio collettivo. (</strong><a href="http://www.dagoneye.it/blog/2010/09/04/open-data-in-italia-dati-utili-e-dati-aperti-bastano-per-una-reale-trasparenza/" target="_blank">Matteo Brunati</a><strong>)</strong></p></blockquote>
<p>[L'articolo completo e' sul blog di <a href="http://www.webeconoscenza.net/2011/02/13/competitivita-e-crescita-con-i-dati-liberati/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+webeconoscenza%2FfPQu+%28Webeconoscenza%29&amp;utm_content=Google+Reader">Gigi Cogo</a>, Webeconoscenza, dal titolo "Competitività e crescita con i dati liberati"]</p>
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		<title>Benedetto XVI e il ruolo dei social network</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/1707/benedetto-xvi-e-il-ruolo-dei-social-network/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 16:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovo Rinascimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa  si è svolta la XLV giornata delle Comunicazioni Sociali, ovvero una riflessione etica e pastorale sul ruolo dei mass media nella società contemporanea. Davide Bennato si e&#8217; posto qualche domanda sull&#8217;attenzione posta sul mondo dei social network, visti come strumento per comunicare la parola del Vangelo. E ne ha ricavato una tagcloud [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa  si è svolta la<a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/communications/index_it.htm']);" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/communications/index_it.htm" target="_blank"> XLV giornata delle Comunicazioni Sociali</a>, ovvero una riflessione etica e pastorale sul ruolo dei mass media nella società contemporanea. <a href="http://www.tecnoetica.it/2011/02/07/benedetto-xvi-e-il-ruolo-dei-social-network/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Tecnoetica+%28Tecnoetica%29">Davide Bennato</a> si e&#8217; posto qualche domanda sull&#8217;attenzione posta sul mondo dei social network, visti come strumento per comunicare la parola del Vangelo. E ne ha ricavato una tagcloud per avere un quadro generale dei termini usato nel suo discorso.</p>
<p><a href="http://www.tecnoetica.it/wp-content/uploads/2011/02/45-giornata-comunicazioni-sociali.jpg"><img title="45 giornata comunicazioni sociali" src="http://www.tecnoetica.it/wp-content/uploads/2011/02/45-giornata-comunicazioni-sociali.jpg" alt="" width="450" /></a></p>
<p>Per gli interessati l&#8217;analisi intera e&#8217; <a href="http://www.tecnoetica.it/2011/02/07/benedetto-xvi-e-il-ruolo-dei-social-network/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Tecnoetica+%28Tecnoetica%29">qui</a>.</p>
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		<title>Dell&#8217;innovazione sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 14:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raccolgo la palla lanciata da Alberto Cottica, comprendendo l&#8217;importanza di sostenere un ragionamento diffuso sul nuovo tema dell&#8217;Innovazione sociale, che ha una natura complessa, e soprattutto ha gia&#8217; raggiunto l&#8217;urgenza di interventi legislativi a livello comunitario, senza un consistente livello di comprensione. Nell’ultimo anno, in cui ho partecipato ad un gruppo di lavoro del Consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: right; margin-left: 10px;" src="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2011/02/BrueghelBabel.jpg" alt="Alberto Cottica" width="180" />Raccolgo la palla lanciata da <a href="http://www.cottica.net/2011/02/07/innovazione-sociale-on-social-innovation/">Alberto Cottica</a>, comprendendo l&#8217;importanza di sostenere un <em>ragionamento diffuso</em> sul nuovo tema dell&#8217;<strong>Innovazione sociale</strong>, che ha una natura complessa, e soprattutto ha gia&#8217; raggiunto l&#8217;urgenza di interventi legislativi a livello comunitario, senza un consistente livello di comprensione.</p>
<blockquote><p>Nell’ultimo anno, in cui <a href="http://www.cottica.net/2010/12/23/lo-stato-che-impara-come-integrare-linnovazione-sociale-nelle-politiche-mainstreamthe-learning-state-integrating-social-innovation-into-mainstream-policy/">ho partecipato ad un gruppo di lavoro del Consiglio d’Europa</a> che riflette su alcune tendenze emergenti dell’economia, mi sono fatto l’idea che l’innovazione sociale sia un fenomeno potenzialmente molto, molto importante. Certamente lo è abbastanza da curvare lo spazio mentale in cui mi muovo: qualunque percorso io segua, mi ci ritrovo sempre più coinvolto. L’ultima notizia – ma ho la sensazione che non sarà affatto l’ultima – è che la Young Foundation (un think tank inglese vicino al presidente della Commissione Europea Barroso, in assoluto l’organizzazione europea più attiva nel promuovere il concetto di social innovation) mi ha chiesto di partecipare all’advisory board della <a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.socialinnovationexchange.org']);" href="http://www.socialinnovationexchange.org/node/5614">Social Innovation Initiative for Europe</a>. Obiettivo di questo progetto è mettere in piedi l’hub della Commissione Europea per la comunità degli innovatori sociali, che, tra le altre cose, fornirà input per la progettazione del nuovo fondo europeo per l’innovazione sociale. [...]</p></blockquote>
<p>Innanzitutto sono convinto che l&#8217;innovazione che <em>internet</em>, ma soprattutto le reti aperte libere e partecipate dal basso (<em>crowd sourced</em>) stiano per portare nei territori una trasformazione <em>disruptive</em>, profonda e veloce, <span style="text-decoration: underline;">non tanto perche&#8217; e&#8217; possibile ma proprio perche&#8217; e&#8217; necessaria</span>.</p>
<p>Inoltre &#8211; lo dicevamo anche sabato alla serata sul tema della <a href="http://www.ecosistema20.it/1677/cittadinanza-digitale-e-public-services-dibattito-ispirato-dai-libri-di-belisario-cogo-e-scano/">Cittadinanza Digitale</a> &#8211; questi temi sono complessi, e sarebbe auspicabile una proliferazione di eventi non finalizzati tanto alla formazione, ma alla precedente e cruciale fase di <em>acculturamento</em>. Un processo, questo, che dovrebbe andare al di la&#8217; della sterile contrapposizione tra riformatori e conservatori, teologi della Tecnologia o dell&#8217;Anti-Tecnologia, e che dovrebbe piuttosto eviscerare uno ad uno i tanti aspetti critici e la miriade di implicazioni nascoste, senza precipitarsi subito a consacrare modelli teorici e soluzioni applicative ancora in fase sperimentale. </p>
<p>Sabato e&#8217; stato persino evocato il programma della RAI degli anni &#8217;60, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Non_%C3%A8_mai_troppo_tardi">Non e&#8217; mai troppo tardi!</a>, ideato e condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi, e che aveva lo scopo di insegnare a leggere e scrivere a coloro, anziani soprattutto, che non potevano piu&#8217; accedere alle scuole pubbliche. Quando la televizione di stato era veramente un servizio pubblico e in particolare era usata proprio come strumento educativo. In realta&#8217; in ani piu&#8217; recenti e&#8217; andata in onda una riedizione proprio sull&#8217;alfabetizzazione informatica. <u>Qui pero&#8217; non si tratta di alfabetizzare, ma proprio di apprendere collettivamente</u>.</p>
<p>Infine, rientra senz&#8217;altro nella missione di Ecosistema 2.0, favorire l&#8217;emergenza e la consapevolezza su questi temi, e dare una mano a chi e&#8217; motivato a sviscerare ed approfondirli. Quindi, Alberto, noi ci siamo.</p>
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		<title>A Night in Tunisia is falling</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 20:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi si parla molto di internet a proposito della Tunisia, come strumento di attivazione della protesta esplosa giorni fa. Ma il probema di fondo, in questo ed altri paesi in una regione e crisi analoghe, e&#8217; molto grave. Sarebbe troppo poco se internet servisse solo a liberare la protesta. Anche perche&#8217; non e&#8217; detto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpost.it/2011/01/20/twitter-tunisia/"><img class="alignright" title="Caduta di Ben Ali" src="http://www.ilpost.it/files/2011/01/benali_poster-225x99.jpg" alt="" width="225" height="99" /></a>Oggi si parla molto di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_in_Tunisia">internet a proposito della Tunisia</a>, come strumento di attivazione della protesta esplosa giorni fa.</p>
<p>Ma il probema di fondo, in questo ed <a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2011/01/28/internet-security-savvy-is-critical-as-egyptian-government-blocks-websites-arrests-activists-in-response-to-continued-protest/">altri paesi</a> in una regione e crisi analoghe, e&#8217; <a href="&lt;a href=">molto grave</a>. Sarebbe troppo poco se internet servisse solo a liberare la protesta. Anche perche&#8217; non e&#8217; detto che possa contribuire <a href="http://advocacy.globalvoicesonline.org/2011/01/07/tunisia-blogger-slim-amamou-arrested-today/">altrettanto e contemporaneamente a</a> <a href="http://www.ilpost.it/2011/01/20/twitter-tunisia/">sopprimerla</a>.</p>
<blockquote><p>Secondo le proiezioni, i paesi del Maghreb, dove il 40% della popolazione è costituita da giovani, devono creare dai 10 ai 15 milioni di posti di lavoro per garantire crescita economica, stabilità politico-sociale.</p></blockquote>
<p>Ma forse non tutti sanno che appena qualche mese fa, era stato riconosciuto ad internet un ruolo ancora piu&#8217; significativo proprio nello <a href="http://www.italianistica-tunisia.com/Ultime/Grande-iniziativa-in-Tunisia-internet-gratis-per-i-disoccupati.html">sviluppo di quel paese</a>:</p>
<blockquote><p>Punti di accesso gratuito a Internet riservati a quanti sono alla ricerca di lavoro sono in via installazione a Tunisi, per poi estendersi entro l’anno in tutto il Paese. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del programma presidenziale 2009/2014, permetterà ai disoccupati di prendere conoscenze delle offerte di impiego non solo in Tunisia, fornendo nel contempo tutte le informazioni del caso. Inizialmente questi punti Internet gratuiti saranno attivi presso gli uffici del lavoro, ma sono allo studio accordi di partenariato e di cooperazione presso i centri di formazione professionale, le municipalità, le case della cultura e dei giovani di tutti i governatorati.</p></blockquote>
<p>Anche se (forse da noi) viene ripreso dai media nazionali soprattutto il <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/29/foto/il_manuale_della_rivolta_egiziano-11813576/1/">carattere eversivo di internet</a>, la sua forza consiste proprio nel potenziale di emancipazione del paese e di emersione dalla crisi economica. I governi di paesi come la Tunisia sembrano averlo compreso forse meglio. Se poi il governo che ha favorito la diffusione di internet cade, anche grazie alla voce data proprio da internet alla protesta, ecco, non si deve fare confusione: il teorema non e&#8217; &#8220;internet &gt; terrorismo&#8221;, bensi&#8217; &#8220;<a href="http://mag.wired.it/news/storie/i-politici-devono-capire-che-internet-e-democrazia.html">internet &gt; democrazia &gt; siluppo del paese e insostenibilita&#8217; dei regimi dittatoriali</a>&#8220;.</p>
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		<title>[ semioblog ]: Piattaforme (?)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 07:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piattaforme di rete]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;altro spunto interessante di Giorgio Jannis, sul senso delle &#8220;piattaforme&#8221;, che sono oggi strumento cruciale per la politica, l&#8217;economia e la societa&#8217;. Più volte ho scritto che l&#8221;idea stessa di piattaforma mi sembra obsoleta, tutto questo dover concentrare le persone negli stabilimenti, luoghi chiusi. Uno schema di pensiero non più adeguato. E parlavo di tecnologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altro spunto interessante di <a href="http://semioblog.blogspot.com">Giorgio Jannis</a>, sul senso delle &#8220;piattaforme&#8221;, che sono oggi strumento cruciale per la politica, l&#8217;economia e la societa&#8217;.</p>
<blockquote><p>Più volte ho scritto che l&#8221;idea stessa di piattaforma mi sembra obsoleta, tutto questo dover concentrare le persone negli stabilimenti, luoghi chiusi. Uno schema di pensiero non più adeguato. E parlavo di tecnologie traccianti, per poter seguire le discussioni e le relazioni interpersonali in modo indifferente alla situazione di enunciazione, ovunque il senso appaia. Perché il mio dire, taggato e contestualizzato, troverebbe pertinenza da sé nelle varie nicchie della Rete, secondo i contenuti veicolati. Apparirebbe negli aggregatori e nelle bacheche giuste, avrebbe gambe per muoversi, vivere.</p>
<p>E come lo Stato arreda una piazza, così dovrebbe provvedere agli spazi sociali pubblici, perlomeno offrire luoghi di conversazione per una comunità che costruisce sé stessa dialogando, nel tempo. Dove poter fare tutti insieme progettazione sociale collaborativa, ottimizzando i territori e i comportamenti delle collettività che li abitano.</p>
<p>Chissà se funzionerebbe.</p></blockquote>
<p>leggi tutto qui: <a href="http://semioblog.blogspot.com/2010/09/piattaforme.html">[ semioblog ]: Piattaforme</a>.</p>
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		<title>european smart cities &#8211; The smart city model</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 15:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Smart City is a city well performing in 6 characteristics, built on the ‘smart’ combination of endowments and activities of self-decisive, independent and aware citizens. via european smart cities &#8211; The smart city model.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Smart City is a city well performing in 6 characteristics, built on the ‘smart’ combination of endowments and activities of self-decisive, independent and aware citizens.</p>
<p><a href="http://www.smart-cities.eu/model.html"><img src="http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-content/uploads/2010/09/smartcitiesmodel1.jpg" alt="" title="smartcitiesmodel" width="450" class="aligncenter size-full wp-image-1105" /></a><br />
via <a href="http://www.smart-cities.eu/model.html">european smart cities &#8211; The smart city model</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Disuguaglianze&#8221;: si apre a Piacenza il Festival del diritto 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 16:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 23 settembre alle ore 16.30, nel salone del Palazzo Gotico, verrà inaugurato il Festival del Diritto 2010, che affronterà senza reticenze né pregiudizi uno dei temi fondamentali del nostro tempo: le disuguaglianze. Dal 23 al 26 settembre si susseguiranno a Piacenza, in vari luoghi della città, convegni, conferenze, dibattiti, tutti incentrati su questo drammatico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="festival del diritto" src="http://2.citynews-ilpiacenza.stgy.it/pictures/20100823/festivaldiritto2010.jpeg" title="Festival del Diritto" class="alignleft" style="margin-right:10px" width="320" height="240" />Il 23 settembre alle ore 16.30, nel salone del Palazzo Gotico, verrà inaugurato il <a href="http://www.festivaldeldiritto.it">Festival del Diritto 2010</a>, che affronterà senza reticenze né pregiudizi uno dei temi fondamentali del nostro tempo: le disuguaglianze.</p>
<p>Dal 23 al 26 settembre si susseguiranno a Piacenza, in vari luoghi della città, convegni, conferenze, dibattiti, tutti incentrati su questo drammatico ed attualissimo tema.</p>
<p>Particolarmente autorevoli i relatori che interverranno, tra cui l&#8217;onorevole Gianfranco Fini, il dott.Gino Strada, il Responsabile scientifico del Festival dott.Stefano Rodotà.</p>
<p>via <a href="http://www.ilpiacenza.it/eventi/cultura/festival-diritto-2010-gotico-piacenza.html">&#8220;Disuguaglianze&#8221;: si apre a Piacenza il Festival del diritto 2010</a>.</p>
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