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	<title>ecosistema 2.0 &#187; Libri</title>
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	<description>Oggi abitiamo un ecosistema aumentato che non fa salti tra reale e virtuale</description>
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		<title>Ma quanti bei pesci nella mia rete!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 17:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Simpaticssimo e azzeccatissimo articolo di Stefano Schiavo, ispirato al libro di Keith Ferrazzi, &#8220;Non mangiare mai da solo. Colleghi, amici, contatti: il segreto del successo&#8220;, che rappresenta proprio uno dei punti cardini di Ecosistema 2.0. Bene, ragazzi! Ci siete tutti? Le parole d’ordine le avete memorizzate? Allora… Apertura! Partecipazione! E poi Confronto e Condivisione… Ah [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/non-mangiare-mai-solo-colleghi/libro/9788820046903"><img style="float: right; margin-left: 10px;" title="ferrazzi" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/690/9788820046903g.jpg" alt="ferrazzi" width="200" height="289" /></a>Simpaticssimo e azzeccatissimo articolo di <a href="http://www.trasumanar.sharazad.com/2011/03/ma-quanti-bei-pesci-nella-mia-rete/">Stefano Schiavo</a>, ispirato al libro di Keith Ferrazzi, &#8220;<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/non-mangiare-mai-solo-colleghi/libro/9788820046903">Non mangiare mai da solo. Colleghi, amici, contatti: il segreto del successo</a>&#8220;, che rappresenta proprio uno dei punti cardini di Ecosistema 2.0.</p>
<blockquote><p>Bene,  ragazzi! Ci siete tutti? Le parole d’ordine le avete memorizzate?  Allora… Apertura! Partecipazione! E poi Confronto e Condivisione… Ah no!  Questa va in inglese… Sharing, ecco! E poi <a title="keith ferrazzi!" href="http://www.libreriauniversitaria.it/non-mangiare-mai-solo-colleghi/libro/9788820046903" target="_blank">Non mangiate mai da soli</a>!  Capito? Mai! Siamo o non siamo i maestri del Networking? Nessuno ci  sfida, non temiamo rivali. Io mi faccio la mia Rete e tutto subito per  magia migliora, la crisi scompare, gli uccelli cominciano a cantare! La  mia Rete risolve tutto. E’ la mia casa! La mia famiglia! <a title="Come direbbe Gaber" href="http://www.youtube.com/watch?v=3iccz42Yfxs" target="_blank">La mia mamma</a>! Già già già. [...]</p>
<p>Che condividere significa essere disposti a confrontarsi con tutti e a migliorare insieme, attivare nuove idee che nascono dal confronto. Che “rete esclusiva” sarebbe un ossimoro… Ma pensa te! Che difendere il nostro orticello farà rinsecchire tutte le piante, le nostre e le loro e che se invece mettiamo insieme le forze magari costruiamo qualcosa di nuovo e migliore. [...]</p>
<p>che il valore per cui ci si unisce non può essere l’unirsi?</p></blockquote>
<p>Stefano chiude con &#8220;Noi ci troviamo domani sera. Ci sei, vero?&#8221;. Mai come in questo periodo, grazie ad una congiuntura favorevole, che mi permette di gestire meglio il mio tempo, sono ad una cena di networking almeno una volta alla settimana&#8230; e mi sento ricchissimo <img src='http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>[Leggi l'articolo intero su "Trasumanar e organizzar", il blog di <a href="http://www.trasumanar.sharazad.com/">Stefano Schiavo</a> su Sharazad]</em></p>
<p>Tra l&#8217;altro proprio stamattina stavo leggendo l&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.robertamilano.com/2011/02/avere-o-essere.html">Avere o essere</a>&#8221; di Roberta Milano, che anche ci invita a riflettere come l&#8217;appartenenza non si debba intendere &#8220;appropriazione&#8221;. E anche lei cita Gaber. Quante coincidenze&#8230;</p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 14:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gianpaolo Coletti, ci segnala che è uscito il mio nuovo libro &#8220;Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete&#8221; per Gruppo24Ore. Ci sono oltre sessanta profili professionali di chi ce l&#8217;ha fatta e i 10 passi per fare il grande &#8220;salto&#8221;. La prefazione è di Andrea Rota (eBay), la postfazione di Luca Tremolada (Nòva24). Dedicato a chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://giampaolocolletti.nova100.ilsole24ore.com/2011/03/wwworkers.html"><img src="http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-content/uploads/2011/03/wwworkers.jpg" alt="wwworkers" title="wwworkers" width="200" style="float:right;margin-left:10px" /></a><a href="http://giampaolocolletti.nova100.ilsole24ore.com/2011/03/wwworkers.html">Gianpaolo Coletti</a>, ci segnala che è uscito il mio nuovo libro &#8220;Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete&#8221; per Gruppo24Ore. Ci sono oltre sessanta profili professionali di chi ce l&#8217;ha fatta e i 10 passi per fare il grande &#8220;salto&#8221;. La prefazione è di Andrea Rota (eBay), la postfazione di Luca Tremolada (Nòva24). Dedicato a chi ha lasciato il posto fisso e si è messo in proprio grazie al web. E a chi lo farà.</p>
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		<title>Richard Sennet, L’uomo artigiano.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 10:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una riflessione del più grande sociologo americano sul rapporto tra creatività e lavoro oggi, con un  straordinario excursus sulla bottega rinascimentale (da Cellini a Stradivari)  come scaturigine e modello dei moderni modi della produzione dentro e oltre la crisi evidente della grande impresa fordista. Nessuna nostalgia e nessun rimpianto ma la convinzione che ci siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/09/Senza-titolo13.png"><img style="float: right;margin-left:10px" src="http://www.therenaissancelink.com/files/2010/09/Senza-titolo13.png" alt="Senza titolo13" width="204" height="293" /></a>Una riflessione del più grande sociologo americano sul rapporto tra creatività e lavoro oggi, con un  straordinario excursus sulla bottega rinascimentale (da Cellini a Stradivari)  come scaturigine e modello dei moderni modi della produzione dentro e oltre la crisi evidente della grande impresa fordista. Nessuna nostalgia e nessun rimpianto ma la convinzione che ci siano nella maestria manifatturiera come in quella tecnologica la base e i valori (insieme manuali e cognitivi) per il nuovo modello produttivo del nostro futuro. Grande enfasi sull’Italian Way come modello di riferimento: fondamentale.</p>
<p>[Leggi su <a href="http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/09/03/creativita-4-richard-sennet-l%E2%80%99uomo-artigiano/">The Renaissance Link</a>]<br />
<a href="http://www.therenaissancelink.com/"><img alt="" src="http://www.therenaissancelink.com/wp-content/themes/trl/images/logo_large.gif" title="TRL" class="alignleft" width="186" height="33" /></a></p>
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		<title>Artigiani del digitale, di Andrea Granelli</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 21:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ultimo libro di Andrea Granelli propone una tesi controcorrente: per superare la crisi dell’informatica che costringe il nostro paese a un ruolo marginale in questo settore dobbiamo ritrovare lo spirito artigiano alla base dei successi del Made in Italy. Smettiamola di guardare altrove per cercare un modo nuovo di competere sui mercati del futuro &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.firstdraft.it/"><img class="alignright" title="Artigiani del digitale" src="http://www.firstdraft.it/wp-content/uploads/2011/01/grimelli.jpg" alt="Artigiani del digitale" width="141" height="265" /></a>L’<a onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788889829844/granelli-andrea/artigiani-del-digitale-come.html?referer=http://www.google.com/reader/view/');" href="http://www.ibs.it/code/9788889829844/granelli-andrea/artigiani-del-digitale-come.html" target="_blank">ultimo libro</a> di <a onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.agranelli.net/?referer=http://www.google.com/reader/view/');" href="http://www.agranelli.net/" target="_blank">Andrea Granelli</a> propone una tesi controcorrente: per superare la crisi dell’informatica che costringe il nostro paese a un ruolo marginale in questo settore dobbiamo ritrovare lo spirito artigiano alla base dei successi del Made in Italy. Smettiamola di guardare altrove per cercare un modo nuovo di competere sui mercati del futuro &#8211; dice Granelli. Esiste una via italiana all’innovazione digitale che va capita e assecondata. I casi di successo di aziende italiane del settore parlano di realtà imprenditoriali capaci di ascolto e di personalizzazione, ovvero di un modo di stare sul mercato tipicamente artigianale.</p>
<p>Innovazione in campo ICT e spirito artigianale potrebbero sembrare un ossimoro. In realtà non è così. Granelli riparte dalla proposta di Sennett: guardare ai programmatori <em>open source</em> come ai nuovi artigiani del software. L’<em>open  source</em> offre materia prima per tutti coloro che vogliono personalizzare soluzioni sulla base delle effettive richieste degli utenti. La dimensione “artigiana” si esplicita principalmente in due direttrici: quella della “personalizzazione e della contestualizzazione dei contenuti” e quella dell’”estetica delle interfacce”.</p>
<p>[...]</p>
<p>[Leggi l'articolo originale su <a href="http://www.firstdraft.it/2011/01/26/artigiani-digitali/">FirstDraft</a>]</p>
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		<title>Il talento dell&#8217;impresa, di Giovanni Lanzone e Francesco Morace</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 20:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 3 febbraio 2011 presso la galleria della Fondazione Forma per la Fotografia verrà presentato il libro &#8220;Il talento dell&#8217;impresa. L&#8217;impronta rinascimentale in dieci aziende italiane&#8221; edito da Nomos. Il volume, a cura di Giovanni Lanzone e Francesco Morace con le fotografie di Martino Lombezzi, racconta per scritti e immagini &#8220;il corpo e l&#8217;anima&#8221; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fondazionebassetti.org"><img style="float:right;margin-left:10px" title="Il talento dell'impresa" src="http://www.fondazionebassetti.org/it/segnalazioni/img/talento_impresa_130.jpg" alt="Il talento dell'impresa" width="130" height="130" /></a>Giovedì 3 febbraio 2011 presso la <a title="Forma" href="http://www.formafoto.it/">galleria della Fondazione Forma per la Fotografia</a> verrà presentato il libro &#8220;<a title="pdf" href="http://www.nomosedizioni.it/area-stampa/CS_Il_talento_dell_Impresa.pdf">Il talento dell&#8217;impresa. L&#8217;impronta rinascimentale in dieci aziende italiane<!-- anti IE bug --></a>&#8221; edito da <a title="Nomos edizioni" href="http://www.nomosedizioni.it/">Nomos</a>.</p>
<p>Il volume, a cura di <a title="LinkedIn" href="http://it.linkedin.com/pub/giovanni-lanzone/b/216/185">Giovanni Lanzone<!-- anti IE bug --></a> e <a title="Francesco Morace" href="http://www.futureconceptlab.com/htm/team/team_morace.htm">Francesco Morace</a> con le fotografie di <a title="Martino Lombezzi" href="http://www.martinolombezzi.it/">Martino Lombezzi</a>, racconta per scritti e immagini &#8220;<a title="The Renaissance Link" href="http://www.therenaissancelink.com/blog/2010/12/03/il-talento-dellimpresa-limpronta-rinascimentale-in-dieci-aziende-italiane/"><em>il corpo e l&#8217;anima</em></a>&#8221; di dieci aziende italiane, scelte da un gruppo di ricercatori dell&#8217;associazione <a title="The Renaissance Link" href="http://www.therenaissancelink.com/">The Renaissance Link<!-- anti IE bug --></a>. Le aziende individuate si distinguono, in questo momento storico, per il loro modo di fare impresa: &#8220;la passione per il fare, il rispetto per l&#8217;armonia e il senso del bello, l&#8217;attenzione al territorio in cui si opera, una leadership illuminata che abbia attenzione anche agli aspetti culturali del creare e produrre, il ricorso all&#8217;uso dei talenti più diversi nella realizzazione del prodotto.</p>
<p>Tutti quei valori, insomma, che nacquero nel Rinascimento, e che vennero poi largamente ripresi e coltivati nella grande stagione del design italiano del secondo dopoguerra.&#8221;</p>
<p>La metodologia usata per descrivere le aziende scelte rasenta lo studio antropologico utilizzando tecniche diverse e integrate: il reportage fotografico, l&#8217;analisi sociologica, la riflessione sulle tendenze evolutive e sull&#8217;eredità impegnativa che ci arriva dalla storia del nostro Paese.</p>
<p>La presentazione del libro &#8220;Il talento dell&#8217;impresa&#8221; a Forma sarà l&#8217;occasione per discutere del rapporto tra la fotografia e la comunicazione istituzionale, commerciale e d&#8217;impresa.</p>
<p>[segnalato su <a href="http://www.fondazionebassetti.org/it/segnalazioni/2011/01/il_talento_dellimpresa.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+fondazionebassetti%2Fhome_it+%28Fondazione+Giannino+Bassetti%29&amp;utm_content=Google+Reader">Fondazione Bassetti</a>]</p>
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		<title>Eco-economy</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 10:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Titolo: Eco-economy Autore: Lester R. Brown Editore: Editori Riuniti Anno: 2002 ISBN: 88-359-5138-0 La domanda più pressante, oggi, è se l&#8217;ambiente sia parte dell&#8217;economia o se sia l&#8217;economia a essere parte dell&#8217;ambiente. Lester R. Brown sostiene la seconda ipotesi e alla dimostrazione della sua validità è dedicata gran parte del libro. Evidenziando i tanti paradossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="float: left; margin-right: 10px;"><img src="http://www.confindustriaixi.it/immagini/hi-res/Eco-economy_big_1.jpg" alt="Eco-economy" width="134" height="200" /><br />
<strong>Titolo:</strong><br />
Eco-economy<br />
<strong>Autore:</strong><br />
Lester R. Brown<br />
<strong>Editore:</strong> Editori Riuniti<br />
<strong>Anno:</strong> 2002<br />
<strong>ISBN:</strong> 88-359-5138-0</div>
<p>La domanda più pressante, oggi, è se l&#8217;ambiente sia parte dell&#8217;economia o se sia l&#8217;economia a essere parte dell&#8217;ambiente. Lester R. Brown sostiene la seconda ipotesi e alla dimostrazione della sua validità è dedicata gran parte del libro.<br />
Evidenziando i tanti paradossi dell’economia attuale, Brown fa notare come si tratti di un modello inapplicabile a livello locale.<br />
Il modello economico che si basa sui combustibili fossili, sull&#8217;uso dell&#8217;automobile e sui prodotti usa e getta non può funzionare per tutto il mondo e nemmeno, a lungo andare, per i paesi industrializzati. Ma Brown è ottimista e ci spiega come sia possibile ristrutturare l&#8217;economia globale per renderla compatibile con gli ecosistemi della terra, in modo che il progresso economico possa continuare.<br />
Nella sua analisi l’eco-economia non è nulla di utopico: i suoi elementi chiave sono già tutti operativi e hanno solo bisogno di politiche in grado di integrarli. A questo compito sono chiamati tutti: dai governi alle organizzazioni internazionali, dalle aziende alle Ong, dai media ai singoli cittadini.</p>
<p><em>[fonte: <a href="http://www.confindustriaixi.it/it/eco_economy.html">confindustriaixi</a>]<br />
</em>
</div>
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		<title>Crowdsourcing Network</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 05:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[“La ragione del successo di Howe è stata proprio quella di dare un nome al fenomeno, riuscendo cosí a fornire una sintesi “commerciale” alla contribuzione sempre piú diffusa e articolata relativa al valore partecipativo e di farlo concentrandosi su un aspetto, quello economico, proprio in un periodo di forte shock del sistema” scrive Bruno Pellegrini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788889829875/howe-jeff/crowdsourcing-valore-partecipati.html?shop=5542"><img style="float: right; margin-left: 10px;" title="Crowdsourcing Network" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788889829875" alt="" width="170" height="283" /></a>“La ragione del successo di Howe è stata proprio quella di dare un nome al fenomeno, riuscendo cosí a fornire una sintesi “commerciale” alla contribuzione sempre piú diffusa e articolata relativa al valore partecipativo e di farlo concentrandosi su un aspetto, quello economico, proprio in un periodo di forte shock del sistema</em>” scrive <strong>Bruno Pellegrin</strong>i (amministratore  delegato di TheBlogTV), nell’introduzione a <strong>Crowdsourcing. Il valore partecipativo come risorsa per il futuro del business</strong>, edizione italiana del libro cult di Jeff Howe,  pubblicata da <strong>Luca Sossella Editore</strong> e curata proprio da noi di <strong>TheBlogTV</strong>, da novembre  finalmente 2010 <a href="http://www.ibs.it/code/9788889829875/howe-jeff/crowdsourcing-valore-partecipati.html?shop=5542" target="_blank"><strong>acquistabile anche</strong> <strong>su ibs</strong></a>.</p>
<p><em><a title="TheBlogTV" href="http://blog.theblogtv.it/2010/11/30/quando-il-crowdsourcing-genera-valore/">[Leggi l'articolo su TheBlogTV]</a></p>
<p>[Leggi il libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788889829875/howe-jeff/crowdsourcing-valore-partecipati.html?shop=5542">Crowdsourcing</a> in italiano]</p>
<p>[iscriviti al wiki <a href="http://www.crowdsourcingnetwork.it/mediawiki/index.php/CrowdSourcing_Network_-_Pagina_Principale">Crowdsourcing Network</a>]</em></p>
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		<title>Intranet 2.0, di Giacomo Mason</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 19:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme di rete]]></category>
		<category><![CDATA[reti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le intranet aziendali, grazie al Web 2.0, stanno cambiando per trasformarsi in nuovi spazi sociali nei quali lavoro, comunicazione e condivisione si sovrappongono e dove relazioni e processi si intersecano per dare vita a vere community di dipendenti. I nuovi strumenti di condivisione possono aumentare l’efficienza, favorire la collaborazione orizzontale, migliorare i processi e valorizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1364" class="wp-caption alignright" style="width: 175px"><a href="http://www.tilibri.com/libri/intranet_2_0.html"><img class="size-full wp-image-1364" title="intranet20" src="http://www.ecosistema20.it/wpbp1/wp-content/uploads/2010/11/intranet20.jpg" alt="" width="165" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Intranet 2.0</p></div>
<p>Le intranet aziendali, grazie al Web 2.0, stanno cambiando per trasformarsi in nuovi spazi sociali nei quali lavoro, comunicazione e condivisione si sovrappongono e dove relazioni e processi si intersecano per dare vita a vere community di dipendenti.</p>
<p>I nuovi strumenti di condivisione possono aumentare l’efficienza, favorire la collaborazione orizzontale, migliorare i processi e valorizzare le persone, a patto di partire con il piede giusto e di seguire delle buone pratiche di adozione.</p>
<p>Il libro affronta gli elementi chiave di questo passaggio e illustra in dettaglio alcune delle soluzioni più comuni adottabili dalle aziende &#8211; forum, blog, wiki, social network, crowdsourcing, spazi formativi, gruppi di lavoro virtuali &#8211; fornendo nel contempo una guida completa, corredata da esempi tratti dal panorama italiano e internazionale, sui diversi passaggi necessari a realizzarle all’interno di un’organizzazione: analisi, progettazione, design, governance, community management.</p>
<p>IT Manager, community manager e molteplici altre figure professionali che utilizzano il social networking troveranno in questo testo, scritto da uno dei più quotati esperti italiani, ottimi spunti per realizzare nel proprio ambito questi processi.</p>
<p>[<a href="http://www.tilibri.com/libri/intranet_2_0.html">http://www.tilibri.com/libri/intranet_2_0.html</a>]</p>
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		<title>Fattori chiave per un &#8220;vero&#8221; Enterprise 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 10:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gino Tocchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[Nuovo Rinascimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Introdurre in azienda &#8220;effettivamente&#8221; l&#8217;Enterprise 2.0 non e&#8217; una questione di tecnologia o di marketing, ma ha piu&#8217; a che fare con il &#8220;ripensamento dell&#8217;intera azienda&#8220;. Questa e&#8217; un&#8217;affermazione che ormai viene ripetuta spesso nel settore, e quindi non dovrebbe piu&#8217; sorprendere. Questo ripensamento puo&#8217; (e deve) richiedere molto tempo: ma della sua pervasivita&#8217; se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introdurre in azienda &#8220;effettivamente&#8221; l&#8217;Enterprise 2.0 non e&#8217; una questione di tecnologia o di marketing, ma ha piu&#8217; a che fare con il &#8220;<em>ripensamento dell&#8217;intera azienda</em>&#8220;. Questa e&#8217; un&#8217;affermazione che ormai viene ripetuta spesso nel settore, e quindi non dovrebbe piu&#8217; sorprendere.</p>
<p>Questo ripensamento puo&#8217; (e deve) richiedere molto tempo: ma della sua pervasivita&#8217; se ne puo&#8217; stare certi. Si potrebbe quindi gia&#8217; concludere che l&#8217; Enterprise 2.0 non e&#8217; per tutti, ma per coloro, aziende o persone, che hanno <span style="text-decoration: underline;">gia&#8217; maturato la volonta&#8217; di un cambiamento profondo</span>, oppure e soprattutto, che <span style="text-decoration: underline;">avendolo gia&#8217; avviato, lo vogliono sostenere con metodi e tecniche appropriate</span>.</p>
<p>Se non siamo in uno di questi due casi, e anzi c&#8217;e&#8217; qualche radicata abitudine e profondo convincimento che tale cambiamento e&#8217; vissuto come un &#8220;male necessario&#8221;, e&#8217; importante non illudersi che l&#8217;introduzione in azienda di nuove tecnologie abilitanti, e di qualche nuovo modello comportamentale basato sulla condivisione (semplicmente scritto in qualche procedura interna), saranno sufficienti a scatenare il cambiamento atteso. Tanto meno in poco tempo.</p>
<p>Quali sono quindi i fattori chiave per un &#8220;vero&#8221; Enterprise 2.0, che vanno verificati come <em>esistenti</em> o <em>desiderati</em> prima di incominciare? Ci aiuta questa check list di <a title="Collaborative Culture, or the Real Enterprise 2.0" href="http://www.cmswire.com/cms/enterprise-20/collaborative-culture-or-the-real-enterprise-20-008218.php">Deb Lavoy</a>, ora Product Marketing for Social Media in OpenText.</p>
<p>1) <span style="text-decoration: underline;">Il valore deve essere riconosciuto a chi condivide, non a chi si rende collo di bottiglia</span>.</p>
<p>2) <span style="text-decoration: underline;">La perfezione, l&#8217;esattezza non esistono, ne&#8217; lo saranno mai</span>. Questo non significa che l&#8217;approssimazione e l&#8217;incompetenza debbano prendere il sopravvento, ma che <span style="text-decoration: underline;">il timore per le critiche e gli insuccessi non deve rallentare e compromettere la determinazione nell&#8217;innovazione e nella ricerca di miglioramento</span>. Inutile quindi negare e nascondere cosa e&#8217; andato male. Naturalmente bisogna quindi dimostrare di sapere imparare (bene e presto) dagli errori fatti (detto anche &#8220;<em>fail fast</em>&#8220;)</p>
<p>3) Dal punto precedente, consegue anche che <span style="text-decoration: underline;">si puo&#8217;, e si deve essere trasparenti</span>. Piu&#8217; facilmente e utilmente, internamente all&#8217;azienda.</p>
<p>4) A cascata dai punti precedenti, si puo&#8217; e si deve aumentare la partecipazione. Occorrono piu&#8217; punti di vista, piu&#8217; capacita&#8217; creativa, piu&#8217; conoscenza &#8220;di insieme&#8221;: <span style="text-decoration: underline;">piu&#8217; partecipazione non e&#8217; solo sintomo e causa di un maggiore benessere aziendale, ma di maggiore efficienza e profitto</span>.</p>
<p>5) E il capo che fine fa? (in molti se lo staranno chiedendo). <span style="text-decoration: underline;">Il vero capo e&#8217; riconosciuto per la capacita&#8217; di inquadrare il contesto, coinvolgere le persone e orchestrare l&#8217;azione</span>. E&#8217; una rara combinazione di affidabilita&#8217; e umilta&#8217;. Charlene Li la chiama <em>Open Leadership</em> (<a title="Charlene Li" href="http://www.slideshare.net/charleneli/astd-keynote-on-open-leadership">vedi qui sotto una presentazione del suo ottimo libro omonimo</a> ). Un&#8217;altra persentazione di Deb Lavoy <a href="http://www.slideshare.net/dllavoy/leadership-20-1463616">qui</a>.</p>
<p>6) A questo punto un reale modello collaborativo puo&#8217; attivarsi, in cui sono valorizzati i punti di forza dei singoli, e sminuiti quelli di debolezza. Purche&#8217; ci sia:</p>
<ul>
<li>Una missione condivisa</li>
<li>Rispetto reciproco</li>
<li>Fiducia</li>
<li>Determinazione in un continuo miglioramento</li>
</ul>
<p>Dunque i modelli che finora hanno dominato in azienda (&#8220;comando e controllo&#8221;, &#8220;divide et impera&#8221; &#8230;) sono da abbandonare definitivamente? Ci sono contesti e contesti: l&#8217;importante e&#8217; riconoscere che in nuove situazioni, e fronteggiando nuovi problemi, un nuovo approccio e&#8217; possibile.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4185929"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/charleneli/astd-keynote-on-open-leadership" title="ASTD Keynote on Open Leadership">ASTD Keynote on Open Leadership</a></strong><object id="__sse4185929" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=astdcharleneli5-18-10-100520204422-phpapp01&#038;stripped_title=astd-keynote-on-open-leadership" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4185929" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=astdcharleneli5-18-10-100520204422-phpapp01&#038;stripped_title=astd-keynote-on-open-leadership" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/charleneli">Charlene Li</a>.</div>
</div>
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		<title>(Re)design del territorio &#8211; libro di Andrea Granelli, Monica Scanu</title>
		<link>http://www.ecosistema20.it/156/redesign-del-territorio-libro-di-andrea-granelli-monica-scanu/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi_paradigma]]></category>

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		<description><![CDATA[[...] Un visitatore che non accede alla ricchezza culturale del paese, compra stereotipi a prezzi di saldo. Compra una visita di fretta al Colosseo, un pizza cattiva e poi di corsa a Firenze e a Venezia dove il gioco si ripete. Come fermare la corsa al ribasso? Investendo in innovazione e in tecnologie che siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.agranelli.net/DIR_rassegna/copertina_RedesignBBCC.gif" width="200px"/>
</p>
<p>[...] Un visitatore che non accede alla ricchezza culturale del paese, compra stereotipi a prezzi di saldo. Compra una visita di fretta al Colosseo, un pizza cattiva e poi di corsa a Firenze e a Venezia dove il gioco si ripete.
</p>
<p><strong>Come fermare la corsa al ribasso?</strong> Investendo in innovazione e in tecnologie che siano in grado di raccontare in modo originale il nostro territorio. Architettura e design devono imparare a sfruttare il web, la sensoristica più avanzata, le nuove potenzialità di cinema e televisione per raccontare un paese che è capace di occupare a pieno titolo uno spazio nel contemporaneo. I nuovi luoghi della cultura (musei, castelli, spazi espositivi, siti archeologici, ma anche cantine e centri commerciali) devono accompagnare i visitatori lungo percorsi e esperienze che devono rimanere impresse nella loro memoria (e spingerli a tornare).
</p>
<p>Le nuove <strong>tecnologie</strong> vanno pensate (questo ce lo indicano molto bene le schede raccolte dai due curatori del libro) come un <strong>ingrediente essenziale nel completare la dimensione emotiva e esperienziale</strong> (non solo informativa) della scoperta dello spazio che ci circonda. In termini economici, scommettere su nuovi strumenti per raccontare il nostro paese rischia di essere un ottimo investimento per il made in Italy nel futuro.
</p>
<p><span style="font-style: italic;">[Leggi l'articolo intero di Stefano Micelli su <a href="http://www.firstdraft.it/2010/03/06/re-design-del-territorio/http://www.firstdraft.it/2010/03/06/re-design-del-territorio/">FirstDraft</a>]</span></p>
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		<title>PRESENTAZIONE DEL LIBRO “I CREATIVI CULTURALI” e PROIEZIONE DEL FILM “OLOS L’ANIMA DELLA TERRA”</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 17:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovo Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[creativi_culturali]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora: 27 Marzo 2010 da 15:00 a 20:00Luogo: &#8220;Presidio permanente NO DAL MOLIN&#8221; Via: località&#8217; PONTE MARCHESE Città: VICENZAOrganizzato da: Enrico Cheli e Nitamo Montecucco PROGRAMMA 15.00 Davide Martinello – Presidente ‘Presidio permanente NO DAL MOLIN’Saluti di benvenuto 15.15 &#8211; Nitamo Montecucco, Presidente del Club di Budapest Italia e Direttore del Villaggio Globale di Bagni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img src="blogs/19-terraepersone.jpg?size=173&amp;crop=1:1"/></p>
<p>Ora: <a href="http://creativiculturali.ning.com/events/event/listByDate?date=2010-03-27">27 Marzo 2010</a> da 15:00 a 20:00<br/>Luogo: <a href="http://creativiculturali.ning.com/events/event/listByLocation?location=%22Presidio+permanente+NO+DAL+MOLIN%22">&#8220;Presidio permanente NO DAL MOLIN&#8221;</a><br/> Via: <strong>località&#8217; PONTE MARCHESE</strong><br/> Città: <strong>VICENZA</strong><br/>Organizzato da: Enrico Cheli e Nitamo Montecucco</p>
<p>PROGRAMMA</p>
<p>15.00 Davide Martinello – Presidente ‘Presidio permanente NO DAL MOLIN’<br/>Saluti di benvenuto</p>
<p>15.15 &#8211; Nitamo Montecucco, Presidente del Club di Budapest Italia e Direttore del Villaggio Globale di Bagni di Lucca: &#8216;L’urgenza di un cambiamento planetario e il “Progetto globale” del Club di Budapest&#8217;</p>
<p>15.45 &#8211; Enrico Cheli, Docente di Sociologia e ProRettore alla cooperazione, pace e intercultura dell’Università di Siena: &#8216;I risultati delle ricerche internazionali sui creativi culturali e la situazione italiana&#8217;</p>
<p>16.15 – Dibattito</p>
<p>16.45 &#8211; COME SVILUPPARE IL POTENZIALE COLLETTIVO DEI CREATIVI CULTURALI</p>
<p>Interventi:<br />
Elfo Frassino, Presidente CONACREIS<br />
Luca Bordoli, Coordinatore social network creativi culturali<br />
Claudio De Santis Medico omeopata<br />
Willy Maurer, Coordinatore rete holon<br />
Barbara Ceschi, Responsabile connecting people<br />
Patrizia Saterini Edizioni Il Punto d’incontro</p>
<p>17.30 – INTERVENTI E PROPOSTE DAL PUBBLICO</p>
<p>18.00 &#8211; Proiezione del Film Olos, l’Anima della Terra</p>
<p>19.30 Conclusioni</p>
<p>19.45 Cena e socializzazione informale</p>
<p><span style="font-style: italic;">[vedi la pagina dell'evento sul ning dei <a href="http://creativiculturali.ning.com/events/event/show?id=3565617%3AEvent%3A11162&amp;xgs=1&amp;xg_source=msg_share_event">CreativiCulturali</a>]</span></p>
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		<title>Modernità sostenibile: come uscire dalla crisi, di Enzo Rullani</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecosistema 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Favoriti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovo Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[modelli_sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[In che modo usciremo dalla crisi? Diversi da prima, è ovvio, lo dicono tutti. Ma diversi come? C’è chi pensa che tutto possa continuare come prima, una volta passata “la nottata”. C’è chi pensa che l’Italia vada rivoltata come un calzino per porre termine al male oscuro che la divora (il declino). C’è una terza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="float:left;margin-right:10px"><img src="http://www.marsilioeditori.it/media/libri/3179972.jpg" alt="" /></p>
<p>In che modo usciremo dalla crisi? Diversi da prima, è ovvio, lo dicono tutti. Ma diversi come? C’è chi pensa che tutto possa continuare come prima, una volta passata “la nottata”. C’è chi pensa che l’Italia vada rivoltata come un calzino per porre termine al male oscuro che la divora (il declino).</p>
<p>C’è una terza possibilità, a cui è dedicato il libro <a href="http://www.marsilioeditori.it/autori/libro/3179972-modernita-sostenibile">Modernità sostenibile</a>: che si scopra l’importanza di un atteggiamento riflessivo, capace di rendere sostenibile lo sviluppo perché si preoccupa, passo per passo, di rigenerarne le premesse. Tutte le premesse: quelle ambientali, ma anche quelle motivazionali, infrastrutturali, culturali. Insomma tutto quello che è relativo alla galassia di ciò che gli economisti chiamano – con pudore – economie e diseconomie esterne.</p>
<p>Alla <a href="http://www.univiu.org/">Venice International University</a>, da più di un anno, un gruppo di lavoro sta chiarendo i contorni di quelle che abbiamo chiamato “<span style="font-weight: bold;">filiere della sostenibilità</span>”: reti di produttori, consumatori, distributori, centri di ricerca che possono mettere le loro capacità insieme per presidiare e ricostituire le premesse dei processi da cui dipende il nostro sviluppo. E’ ormai chiaro che questo compito non può essere assolto dal libero mercato (a cui sfuggono appunto le economie e diseconomie esterne), né può essere demandato – in sostituzione – allo Stato regolatore, che dall’alto prescrive che cosa fare e non fare a milioni di persone disposte (forse) ad obbedire. Fa ormai parte del passato un’immagine del problema della sostenibilità che vedeva una cesura netta tra interessi economici (dissipativi) e tutela (regolazione) dell’ambiente, assegnata alla politica.</p>
<p>Un ambiente difeso dalla pubblica amministrazione contro la vis dissipativa delle imprese convince sempre meno. Per due ragioni: presuppone una razionalità politica lungimirante e credibile, due cose lontane dal vero – almeno nell’Italia dei nostri giorni e immagina una soluzione regolatoria o redistributiva (del reddito) che non passa per l’innovazione.</p>
<p>Come è stato detto al <a href="http://www.univiu.org/undergraduate/news/20100225">Convegno sulla globalizzazione che si è tenuto il 25 febbraio alla Viu</a>, la ricerca della sostenibilità sta diventando <span style="font-weight: bold;">un significato che i consumatori accettano</span> sempre di più come distintivo di una buona qualità del lavorare e del vivere. Non solo accettano di pagarne il costo, sotto forma di un “premio” di prezzo a prodotti che hanno un rapporto garantito, riconoscibile, con metodi sostenibili o “biologici” (naturali) di produzione, ma costruiscono comunità in cui queste idee si propagano e diventano fattore competitivo per i produttori.</p>
<p>[...]</p>
<p>Enzo Rullani<br />
(leggi tutto l&#8217;articolo su <a href="http://www.firstdraft.it/2010/02/26/modernita-sostenibile-come-uscire-dalla-crisi/">firstdraft</a>)<br />
(link alla pagina <a href="http://www.ibs.it/code/9788831799720/rullani-enzo/modernita-sostenibile-idee.html">IBS</a> del libro)</p>
</div>
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