Next society: l’innovazione sociale al di la’ dello stato e del mercato 

La crisi e’ sotto gli occhi di tutti (quelli che hanno occhi sfoderati), da tempo. Incominciamo ora a vedere che non sara’ piu’ garantito il nostro “welfare”, cosi’ prezioso eppure quotidianamente disponibile e dunque scarsamente apprezzato. Prima erano in pochi ad accorgersene, ma gli ultimi eventi di questestate, e la conseguente manovra, non lasciano ormai dubbi. E’ tempo di mettere le mani nelle tasche degli italiani, e di toccare il welfare dorato in cui abbiamo vissuto finora.

Esplode cosi’ la questione di sempre, la madre di tutte le questioni, cioe’ se i servizi essenziali a cui viene associata la “qualita’ della vita”, le risposte ai bisogni alla base della piramide di Maslow, debbano essere garantiti dallo stato (e dunque a spese della collettivita’ secondo un equo (?) sistema tributario), o se e’ lecito (e prudente) affidarne pezzi importanti alla libera impresa, che si suppone essere piu’ efficiente (?) e pero’ interessata solo alla remunerazione del capitale investito. [...]

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